Accesso ai Contenuti Riservati


Gennaio è Giano bifronte

Due anni or sono, nei primi giorni del mese di gennaio, dedicai un laboratorio al Dio Giano, il cui epiteto più famoso è essere bifronte. Fu Numa Pompilio, secondo Re […]
Giano Bifronte, Musei Vaticani

Scritto da Federica Ciribì

Sono Architetto e Dottore di ricerca in Recupero Edilizio ed Ambientale. Sono abilitata all’insegnamento di “Arte e Immagine” e di “Disegno e Storia dell’Arte” presso l’Accademia di Belle Arti di Brera e all’insegnamento di “Costruzioni, tecnologia delle costruzioni e disegno tecnico” presso l’Università degli Studi di Pisa.

Pubblicato il 2 Gennaio 2023

Due anni or sono, nei primi giorni del mese di gennaio, dedicai un laboratorio al Dio Giano, il cui epiteto più famoso è essere bifronte.

Fu Numa Pompilio, secondo Re di Roma, a porre Giano a protezione di gennaio, primo mese dopo il solstizio d’inverno. Questo Dio è tutto italiano, non deriva da una divinità greca ed il suo essere bifronte svela una metafora meravigliosa: Giano esiste tra passato e futuro, vive nel presente ma guarda sia al passato che al futuro.

Siamo soliti assegnare un significato negativo al fatto di essere “bifronte” perché leghiamo la doppia faccia a qualità morali discutibili. In questo caso però è necessario inforcare un buon paio di occhiali e guardare con più attenzione. Le religioni del passato ci possono apparire sfocate e incomprensibili se non siamo abituati a leggere tra le righe: Giano deriva da Ianus che in latino significa porta e infatti Giano è il Dio delle porte, dei passaggi, della transizione tra passato e futuro. Per questa ragione Giano protegge il mese di gennaio che è il primo mese dell’anno, tra passato e futuro.

Giano Bifronte, battistero del duomo di Parma

Benedetto Antelami, Giano, Battistero del duomo di Parma, XII sec.

Numa Pompilio fu un uomo molto devoto: fece costruire diversi templi, compreso il Tempio di Giano, lungo la via Sacra. Il Tempio, di cui si sono perse tracce (rimane solo la sua rappresentazione su una moneta di Nerone del 66 d.C.), era probabilmente un edificio molto semplice, le cui porte potevano essere chiuse solo in tempo di pace (e infatti rimasero chiuse per tutti i quarantatré anni del regno di questo Re).

Moneta di Nerone con il tempio di Giano

Moneta di Nerone con raffigurazione del tempio di Giano, 66 d.C.

La rappresentazione di questo edificio con le porte aperte fu utilizzata soprattutto nel corso del XVII secolo come allusione al tema della guerra.

Rubens, Tempio di Giano, olio su tela, 1634, Hermitage, San Pietroburgo

Rubens, Tempio di Giano, olio su tela, 1634, Hermitage, San Pietroburgo

Anche la città di Genova ha un nome che deriva da “Ianus” perché fu porta ed è porta tra l’Europa e il Mediterraneo.

Ed anche la città di Genova conserva un busto di Giano, sopra il pozzo in piazza Sarzano, uno dei luoghi più antichi della città.

Nel laboratorio che vi propongo sul tema di Giano, vi invito ad impiegare per la parte artistica la tecnica del collage e per la parte di scrittura la tecnica della “lista”. Mentre lavorate con le mani per realizzare il collage, permettete alle vostre emozioni e ai vostri ricordi di fluire dolcemente ed elencate

  • 5 cosa che avete imparato nell’anno passato;
  • 5 cose che volete imparare nel nuovo anno.

Durante la realizzazione della doppia pagina provate a riflettere sulla bellezza di essere porta e di lasciarsi attraversare,
vivendo il presente ma guardando al passato con occhi attenti anche per il futuro.

Buon lavoro!

Laboratorio Giano Bifronte, Diario Visivo©

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

Quelle come me – Judy Chicago

Quelle come me – Judy Chicago

Judy Chicago è stata nominata nel 2008 da "Time Magazine" una delle 100 personalità in vita più influenti del mondo....

Diario Visivo® 2024© Vietata la copia

Pin It on Pinterest

Shares
Condividi This