Informazioni
- Docente/iSabina Antonelli, Giulia Micheli
- ModalitàIn presenza
- Localitàcasa di Giulia Villa Postignano Nocera Umbra
- Partecipanti max21
- Date del corsodal 21 al 22 Marzo 2026
- Durata (ore)3,0
- Scadenza iscrizioni15 Marzo 2026
- Informazioni e iscrizioni3402341989
sabina.antonelli59@gmail.com - Costo25,00 €
Descrizione Laboratorio
Verba volant è una parte di un’espressione latina molto conosciuta che affonda le sue radici nella tradizione romana e si ritiene derivi da un discorso di CAio Tito al Senato: “verba volant, scripta manent”.
Oggi la frase viene usata principalmente per emfatizzare il valore della scrittura come mezzo di documentazione e prova. Le parole orali, infatti, sono facilmente dimenticabili, soggette a reinterpretazione e non offrono garanzia di chiarezza e immutabilità.
Nella sua forma originale, invece, la locuzione “Verba volant, scripta manent” aveva un significato completamente differente. Proprio opposto.
In un’epoca in cui la maggioranza della popolazione era analfabeta, si sottolineava il potere della parola orale. Le “parole volanti” non erano considerate effimere ma potenti strumenti di diffusione, capaci di viaggiare di bocca in bocca e raggiungere ampie platee.
A testimonianza di ciò, Omero, nelle sue opere, descriveva i messaggi orali come “parole alatre” (epos pteroton) e indicare la loro capacità di spiccare il volo e diffondersi.
L’antica saggezza romana racchiusa in questa locuzione, ci invita a riflettere siul ruolo della comunicazione orale nella nostra vita.
Che si tratti di parole pronunicate o scritte, entrambe lasciano un segno, seppure in modi diversi.
Le parole possono essere casa perché sceglierle è abitarle e abitare le parole implica un profondo coinvolgimento personale.
Le parole possono volare, diffondere idee e ispirare, costruire e cambiareil mondo, sia quello esterno a noi che il nostro mondo interiore.
Le parole sono oro. Materia preziosa capace di custodire la vita e il mondo.
Oggi la frase viene usata principalmente per emfatizzare il valore della scrittura come mezzo di documentazione e prova. Le parole orali, infatti, sono facilmente dimenticabili, soggette a reinterpretazione e non offrono garanzia di chiarezza e immutabilità.
Nella sua forma originale, invece, la locuzione “Verba volant, scripta manent” aveva un significato completamente differente. Proprio opposto.
In un’epoca in cui la maggioranza della popolazione era analfabeta, si sottolineava il potere della parola orale. Le “parole volanti” non erano considerate effimere ma potenti strumenti di diffusione, capaci di viaggiare di bocca in bocca e raggiungere ampie platee.
A testimonianza di ciò, Omero, nelle sue opere, descriveva i messaggi orali come “parole alatre” (epos pteroton) e indicare la loro capacità di spiccare il volo e diffondersi.
L’antica saggezza romana racchiusa in questa locuzione, ci invita a riflettere siul ruolo della comunicazione orale nella nostra vita.
Che si tratti di parole pronunicate o scritte, entrambe lasciano un segno, seppure in modi diversi.
Le parole possono essere casa perché sceglierle è abitarle e abitare le parole implica un profondo coinvolgimento personale.
Le parole possono volare, diffondere idee e ispirare, costruire e cambiareil mondo, sia quello esterno a noi che il nostro mondo interiore.
Le parole sono oro. Materia preziosa capace di custodire la vita e il mondo.





