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La casa di Modì – One pager di Diario Visivo

C’è una dimensione del sapere che non dipende semplicemente dal fatto di leggere informazioni più o meno interessanti relative a un’opera d’arte o a un artista.  Questo può valere per […]

Scritto da Federica Ciribì

Sono Architetto e Dottore di ricerca in Recupero Edilizio ed Ambientale. Sono abilitata all’insegnamento di “Arte e Immagine” e di “Disegno e Storia dell’Arte” presso l’Accademia di Belle Arti di Brera e all’insegnamento di “Costruzioni, tecnologia delle costruzioni e disegno tecnico” presso l’Università degli Studi di Pisa.

Pubblicato il 1 Febbraio 2023

C’è una dimensione del sapere che non dipende semplicemente dal fatto di leggere informazioni più o meno interessanti relative a un’opera d’arte o a un artista.  Questo può valere per gli adulti forse, ma per i ragazzi no.

Io l’ho capito col tempo che non bastava conoscere a menadito le opere dei grandi maestri o la loro biografia per infondere nei miei studenti la curiosità o la voglia di imparare. Ho capito che non bastava nemmeno raccontargli aneddoti interessanti perché Il fatto stesso che loro magari li ricordassero o me li ripetessero all’esame, non contribuiva alla loro crescita né ad attivare in loro percorsi di metacognizione. A un certo punto della mia strada di insegnante ho capito che non mi interessava che loro mi dimostrassero di avere appreso informazioni solo perché curiose e divertenti, a meno che se questo non avesse contribuito a farli “diventare grandi”.

Questo è il progetto Diario Visivo.

E a questo servono laboratori come “La casa di Modì”.

La storia di Modigliani è ricca di spunti di riflessione

A livello bibliografico posso consigliarvi il testo di Alessandro D’Avenia “Ogni storia è una storia d’amore” Ed. Mondadori e il catalogo della mostra (tanto discussa) a Genova “Modigliani”, Ed. Skira.

Durante la lezione sarà necessario raccontare bene la vita dell’artista, senza tralasciare nozioni sul contesto in cui lui visse (la Livorno di fine ‘800 con l’eredità dei Macchiaioli) e sulla Parigi di Montparnasse e Montmartre. Sarà anche necessario fare l’analisi di almeno un’opera d’arte del suo periodo d’oro, diciamo anni 1918/1919.

A questo punto si passa alla fase di laboratorio: il metodo #diariovisivo infatti promuove l’apprendimento attraverso “il fare” che non significa semplicemente “disegnare” ma anche “scrivere” di sé a partire da considerazioni sulla parte teorica della lezione.

Le due case oggetto di questa doppia pagina ospitano una parte “più tradizionale” utile a valutare le conoscenze e una parte “più personale” relativa agli aspetti metacognitivi.

Nella casa di sinistra, la cosiddetta casa delle connessioni, gli allievi possono scegliere quattro/sei personaggi che hanno vissuto a Parigi negli anni di Modì e raccontare i rapporti intercorsi tra loro e il pittore. Questa parte può svolgersi con ricerche e approfondimenti che gli studenti fanno da soli o in piccoli gruppi.

Nella casa a destra sono ospitate le storie di Jeanne e Amedeo ma anche e soprattutto il nostro pensare e sentire su queste storie.

La promozione di queste due strade parallele (quella tradizionale che scorre parallelamente a quella autoriflessiva) fa sì che i laboratori #diariovisivo diventino importanti momenti di crescita e di elaborazione di pensiero critico e pertanto siano utili a promuovere non solo la conoscenza in campo artistico ma anche e soprattutto la conoscenza del sè.

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