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Ritratto di Dora Maar, Pablo Picasso, 1937

Dora Maar, all’anagrafe Henriette Theodora Markovitch, nacque a Parigi nel 1907. Fu poetessa, fotografa e pittrice e nel 1935 conobbe a Parigi il celebre pittore Pablo Picasso, col quale stabilì una relazione amorosa che lei stessa definì “Il periodo peggiore della mia vita”. L’incontro tra i due, singolare per l’occasione, avrebbe dovuto essere per Dora presagio del dolore che le avrebbe provocato Picasso, ma così non fu.

Narrano gli storici che la donna si trovava seduta in un bar in un tavolino vicino a quello di Picasso. Per attirare l’attenzione del pittore iniziò a fare un gioco assai pericoloso con un coltello, fino a ferirsi, sanguinando copiosamente. Fu proprio Picasso a soccorrerla. Egli era molto più vecchio di Dora: era nato nel 1881 a Malaga e quando i due si conobbero era già un artista di fama internazionale.

Gli anni ‘30 in particolare furono per Picasso anni di grandi successi e Dora lo immortalò diverse volte con la sua macchina fotografica: celebri sono in particolare le immagini di Picasso mentre realizza Guernica, scattate dalla compagna durante le fasi di realizzazione. Anche Picasso ritrasse la compagna numerose volte: questa opera è un olio su tela di 92 x 65 cm, del 1937 come Guernica, conservato al Museo Picasso di Parigi. Dora è ritratta seduta su una sedia con la mano destra appoggiata elegantemente sul viso. Indossa una casacca e una gonna a quadri di colore rosso. Il ritratto è a mezzobusto e occupa interamente il quadro. La giovane sembra racchiusa entro uno spazio ristretto, reso claustrofobico dall’uso delle righe sullo sfondo.

Il volto di Dora è visto contemporaneamente sia di fronte che di profilo: Picasso aveva introdotto in pittura questo modo di inquadrare i soggetti non più frontalmente ma da molte direzioni contemporaneamente, abolendo la prospettiva e dipingendo simultaneamente nello spazio immagini che venivano percepite in maniera successiva nel tempo. Da Giotto in avanti i pittori si erano mossi in direzione opposta a questa, avevano sempre tentato di rendere lo spazio tridimensionale in maniera reale sulla superficie bidimensionale della tela. Picasso invece era partito dagli studi che Cézanne aveva abbozzato alla fine del XIX secolo: già Cézanne infatti, aveva semplificato le forme e piegato la realtà (tridimensionale) del mondo a quella (bidimensionale) della tela e non viceversa. Cézanne era solito ripetere “Voglio ricostruire il mondo attraverso il cubo, il cilindro, la sfera. (…) Non dobbiamo accontentarci della realtà, ma dare struttura alla realtà, mettendo ordine in essa attraverso un processo di ri-composizione, in modo da adeguarla alle nostre regole compositive”. Con queste premesse nacque il Cubismo, tendenza artistica che si affermò anche attraverso l’opera del suo amico Georges Braque. Secondo i critici d’arte contribuì alla definizione dello stile di Picasso anche la presenza di arte africana importata a Parigi dalle colonie, un’arte caratterizzata da forme lineari e semplificate. Il nome del movimento artistico invece è fatto risalire a un’esclamazione scherzosa di Henri Matisse che di fronte a un paesaggio di Braque parlò di “case come piccoli cubi”. Il critico d’arte Louis Vauxcelles colse questa esclamazione di Matisse e per primo in un articolo coniò il termine “cubismo”.

Pablo lasciò Dora nel 1943: il pittore, all’età di 62 anni, si innamorò di un’altra donna, Francoise Gilot, poco più che ventenne. Tutta la vita di quest’uomo fu un valzer di relazioni che misero in luce il suo egocentrismo, atteggiamento che non permise a Dora di affermarsi come artista e che la distrusse come donna.

Pablo Picasso morì a Mougins nel 1973.

Dora Maar morì a Parigi nel 1997. 

  • Nota dell’autrice: questa scheda non ha la presunzione, evidentemente, di esaurire l’argomento. E’ destinata alla Scuola Secondaria di Primo Grado. Il mio consiglio è utilizzarla per allenare i ragazzi alla lettura e alla comprensione del testo, invitandoli quindi a compilare l’allegata Scheda di Analisi dell’opera.

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