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Raffaello Sanzio e Margherita Luti. Storia d’arte e d’amore.

Come promesso eccomi a raccontarvi qualche storia d’amore e d’arte. Sono queste le storie che piacciono ai miei studenti, quelle che li fanno appassionare allo studio dell’arte perché piene di […]
La Fornarina di Raffaello

Scritto da Federica Ciribì

Sono Architetto e Dottore di ricerca in Recupero Edilizio ed Ambientale. Sono abilitata all’insegnamento di “Arte e Immagine” e di “Disegno e Storia dell’Arte” presso l’Accademia di Belle Arti di Brera e all’insegnamento di “Costruzioni, tecnologia delle costruzioni e disegno tecnico” presso l’Università degli Studi di Pisa.

Pubblicato il 7 Gennaio 2023

Come promesso eccomi a raccontarvi qualche storia d’amore e d’arte. Sono queste le storie che piacciono ai miei studenti, quelle che li fanno appassionare allo studio dell’arte perché piene di passione e di vita, proprio come loro.

Ho scelto di iniziare con Raffaello e Margherita, una storia spesso dimenticata nei nostri libri di scuola e tuttavia una storia importante, in grado di spiegarci aspetti sconosciuti dell’artista ma anche dell’epoca in cui visse.

In questo articolo troverete una prima parte dedicata alla storia d’amore tra i due e una parte dedicata allo studio dell’opera “La Fornarina”. Potete usare i testi separatamente dando alla lezione obiettivi specifici, o insieme al fine di allargare il panorama e consentire una compilazione della scheda di analisi dell’opera più approfondita. Buona lettura!

La storia d’amore

Quando si siano conosciuti Raffaello e Margherita non è dato saperlo con certezza. Neppure si conosce la situazione che ha condotto all’incontro. E a dire il vero, non si sa neppure esattamente chi Margherita fosse. Ciò che è certo è che lei sia stata il più grande amore del pittore e che sia proprio lei la ragazza protagonista del celebre ritratto intitolato “la Fornarina”.

Raffaello ebbe numerose amanti in vita sua, fu l’uomo più desiderato di Roma: bello, intelligente, ricercato da tutti per le sue impareggiabili doti artistiche, avrebbe dovuto sposarsi con Maria Dovizi da Bibbiena, nipote del cardinale Bernardo, uno degli uomini più importanti al seguito di papa Leone X, e da tutti ritenuta la candidata ideale per un uomo del suo rango. Raffaello rimandò così a lungo il matrimonio che la sfortunata Maria perse la vita prima di convolare a nozze. 

Il pittore non poteva sposarsi con la giovane perchè ardeva di amore e desiderio per Margherita Liuti e secondo alcune fonti storiche pare che i due si fossero addirittura sposati in gran segreto.

“La Fornarina” era forse figlia di un povero fornaio di Trastevere (da qui l’appellativo “fornarina”) che non poteva nemmeno permettersi un garzone per le consegne e che quindi mandava Margherita ad effettuarle, vestita da maschio, alle prime ore dell’alba. Secondo altre fonti storiche sembra che la ragazza fosse una prostituta. Quali che fossero la sua storia e la sua professione prima di incontrare il pittore, certe sono le sue umilissime origini e ciò giustifica il fatto che non fosse ritenuta una compagna adatta per l’artista. Si narra che il pittore si sia accorto di lei mentre affacciata alla finestra stava facendo asciugare i suoi capelli al sole, capelli morbidi e fluenti che spesso portava sciolti a coprire le spalle lasciate nude dalle camicette in uso all’epoca. Fu amore a prima vista. La volle come modella e lei, lusingata, acconsentì.

Si amarono subito e profondamente e l’artista tenne con sé il ritratto che le aveva fatto per tutta la vita. Quando egli morì, all’età di trentasette anni, la giovane Ghita (così la chiamava) era con lui. Le cause della morte del pittore sono l’ennesimo enigma di questa storia: forse polmonite, forse troppo lavoro o forse una vita di eccessi. Ciò che è certo è che Leone X, principale committente di Raffaello, impose che la giovane fosse allontanata dalla cerimonia funebre, cui partecipò il cardinale Bibbiena reduce dal recente lutto della nipote.

Raffaello fu sepolto nel Pantheon e con lui furono deposte due lapidi, contenenti due epitaffi.

La prima lapide fu dedicata a Raffaello stesso, con lo scopo di esaltarne le doti artistiche. Reca i versi di un poeta contemporaneo, forse Pietro Bembo o forse Antonio Tebaldeo : “Qui giace Raffaello: da lui, quando visse, la natura temette d’essere vinta, ora che egli è morto teme di morire”.

La seconda lapide fu per Maria: “A Maria Bibbiena sposa di lui, che con la morte prevenne le liete nozze e prima di esse fu portata via, ancor fanciulla”.  

Nulla si sa invece della tomba di Margherita, né sulla data o sulle circostanze della sua morte che pare sia avvenuta a poca distanza dall’amato. Il suo volto però e l’amore di Raffaello per lei hanno superato l’oblio che la scure del tempo abbatte su molti: Margherita sarà per sempre bella agli occhi del mondo nel capolavoro del suo amato, “La Fornarina” anche senza una tomba, anche senza una lapide, anche senza un epitaffio.

La Fornarina di Raffaello
La Fornarina di Raffaello

La Fornarina

La Fornarina è un ritratto dipinto ad olio su tavola lignea opera di Raffaello Sanzio e risalente al 1518-1519.

Le dimensioni dell’opera sono 85 x 60 cm ed oggi è possibile ammirarla presso la Galleria Nazionale di Palazzo Barberini a Roma, città in cui fu dipinto e dalla quale non fu mai spostato.

Il soggetto del quadro è Margherita Luti, amante del pittore che appose la sua firma su un nastro che cinge il braccio della giovane, quasi a marchiarne la proprietà, sancendo così la profondità del sentimento e la forza del legame affettivo.

Raffaello aveva all’epoca del ritratto 35 anni, la giovane 18.

Egli era già un pittore affermato, al servizio dei più grandi mecenati romani dell’epoca, da papa Giulio II al suo successore papa Leone X, per arrivare ad Agostino Chigi, banchiere, imprenditore e armatore.

Raffaello era nato ad Urbino nel 1483, città da poco orfana del grande Federico Montefeltro (morto nel 1482), il signore che l’aveva resa una capitale dell’arte e della cultura al pari di Roma, Firenze e pochi altri centri italiani. Era quindi cresciuto conoscendo i capolavori di grandi maestri come i pittori Piero della Francesca, Francesco di Giorgio Martini e l’architetto Luciano Laurana. Aveva dimostrato sin da giovane interesse, talento e predisposizione per la pittura, grazie alla frequentazione della bottega del padre Giovanni, pittore apprezzato dall’aristocrazia locale. Dopo la morte di entrambi i genitori Raffaello iniziò a frequentare lo studio del pittore Perugino, presumibilmente tra il 1494 e il 1498 e a partire dal 1499 ottenne i primi incarichi.

La Fornarina è ritratta a seno scoperto, avvolta solamente da un velo trasparente e da un drappo rosso cinto intorno alla vita, cose che fanno intuire che l’opera fosse destinata a una collezione privata, probabilmente dello stesso artista. La ragazza è disposta di tre quarti, leggermente voltata verso sinistra mentre guarda a destra (nota bene: nella descrizione dei quadri, sinistra e destra si riferiscono a chi guarda l’opera e non sono la destra e la sinistra di chi è ritratto). Sulla testa indossa un turbante in seta dorata a righe verdi e azzurre sul quale è appuntata una spilla arricchita con una perla, gioiello che si trova anche in un’altra opera di Raffaello, La velata. Questa perla pendente in latino si chiama margherita ed è un’allusione al nome della giovane ritratta. 

Inizialmente sullo sfondo era stato dipinto un paesaggio di ispirazione leonardesca poi coperto da un cespuglio di mirto. Questa pianta è ricca di significati allegorici: il mirto infatti era la pianta prediletta da Venere, dea dell’amore e della fecondità ma era altresì la pianta usata durante le cerimonie nuziali. Questa ultima interpretazione darebbe maggior valore all’ipotesi secondo cui Raffaello e Margherita si sarebbero sposati di nascosto per mettere a tacere l’opinione pubblica che riteneva la ragazza inadeguata all’artista perché di umili origini. Si spiegherebbe così, tra l’altro, perché dall’anulare della giovane sarebbe stato cancellato da Giulio Romano, allievo di Raffaello, un anello nuziale: sarebbe stato il Cardinale Bernardo Dovizi da Bibbiena a richiedere la modifica del quadro, avendo lo stesso Cardinale desiderato un matrimonio tra Raffaello e sua nipote Maria, matrimonio a lungo rimandato dal pittore e poi mai avvenuto per sopraggiunta morte di Maria stessa.

Sullo sfondo è anche possibile intravedere un ramo di melo, cosa che avvalorerebbe l’ipotesi di Margherita come Venere: questa dea infatti era stata preferita da Paride rispetto a Giunone e Minerva, che l’aveva premiata con un pomo (mela) d’oro (il pomo della discordia).

Se si tralasciano per un attimo i numerosi riferimenti iconologici che complicano l’interpretazione dell’opera, il linguaggio di Raffaello è chiaro, efficace ed improntato ad un realismo avente come obiettivo la sublimazione del fascino di Margherita. Il pittore utilizzò il chiaroscuro per rendere più realistica la sua figura e il panneggio dei drappi che la avvolgono e studiò attentamente le proporzioni del suo corpo e l’inquadratura per rendere efficacemente l’idea di bellezza universale.

Se si considerano anche i significati allegorici si comprende in maniera completa come l’opera di Raffaello appartenga al Rinascimento più maturo e sia un’opera capace di unire tutti i valori umanistici, quelli della bellezza ma anche quelli della conoscenza. Se la pittura infatti è il mezzo impiegato dall’artista per raccontare l’ideale estetico della sua epoca, l’impiego di allegorie, riservate ad un pubblico colto, consente di integrare in questo quadro altri campi del sapere, come quelli della botanica e della mitologia. Un autentico capolavoro del primo Cinquecentesco che ha influenzato profondamente l’idea di ritratto in tutti i secoli successivi.

Scarica le schede di analisi dell’opera

Iscrivendoti alla newsletter potrai scaricare gratuitamente le due schede appositamente preparate per questo laboratorio. Quella dell’insegnante e quella per gli studenti.

7 Commenti

  1. francesca

    Grazie mille! non riesco però a trovare le due schede da scaricare. E’ un problema solo mio?

    Rispondi
    • Federica Ciribì

      Ciao Francesca, per scaricare la scheda devi essere iscritta alla Newsletter (gratuita). Se persiste il problema, fammi sapere!

      Rispondi
  2. Carmela Noto

    Grazie

    Rispondi
  3. Filomena

    Grazie per questo post condiviso.

    Rispondi
    • Francesca

      Grazie!

      Rispondi
  4. Luisa

    Storia molto bella

    Rispondi
    • Elena

      Grazie per i numerosi spunti che ci offri!

      Rispondi

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