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La pratica dell’arte costeggia l’abisso del reale

“Non è Freud stesso a scrivere che la radice ultima dell’ars poetica è quella di sopportare la ripugnanza verso l’assenza di senso della vita?” La pratica dell’arte costeggia l’abisso del reale, è una rotazione attorno all’impossibile, al mistero assoluto della vita e della morte. Massimo Recalcati, Il mistero delle cose, Feltrinelli 2016
Image by kerttu from Pixabay

Scritto da Federica Ciribì

Sono Architetto e Dottore di ricerca in Recupero Edilizio ed Ambientale. Sono abilitata all’insegnamento di “Arte e Immagine” e di “Disegno e Storia dell’Arte” presso l’Accademia di Belle Arti di Brera e all’insegnamento di “Costruzioni, tecnologia delle costruzioni e disegno tecnico” presso l’Università degli Studi di Pisa.

Pubblicato il 19 Marzo 2021

Image by kerttu from Pixabay

“Non è Freud stesso a scrivere che la radice ultima dell’ars poetica è quella di sopportare la ripugnanza verso l’assenza di senso della vita?” La pratica dell’arte costeggia l’abisso del reale, è una rotazione attorno all’impossibile, al mistero assoluto della vita e della morte.

Massimo Recalcati, Il mistero delle cose, Feltrinelli 2016

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