Accesso ai Contenuti Riservati


Il minuto vagabondo di Natale

Tanti tanti anni fa accadde un fatto strano.“Era la sera di Natale e tutti aspettavano con ansia la mezzanotte. I bambini più piccoli dormivano già sognando i regali mentre i […]
Il minuto vagabondo di Natale

Scritto da Sabina Antonelli

Sono un'insegnante di scuola dell'infanzia, innamorata dei bambini e delle bambine. Amo molto leggere e raccontare storie. Anche scriverle e illustrarle. Alcune di queste mie storie sono state pubblicate da diverse case editrici: Coccole books, Segni e Parole, Bertoni editore, Carta Canta. Volontaria di Emergency dal 2001, formatrice e leader nel Caviardage Metodo Tina Festa, ho incontrato il Diario Visivo nel 2018 e mi sono praticamente innamorata di lui e della sua ideatrice che ringrazio per la generosità, l'estro, la competenza che condivide con noi formatori e soprattutto per l'amicizia con cui mi ha accolto nella sua vita.

Pubblicato il 1 Gennaio 2023

Tanti tanti anni fa accadde un fatto strano.
“Era la sera di Natale e tutti aspettavano con ansia la mezzanotte. I bambini più piccoli dormivano già sognando i regali mentre i più grandicelli non staccavano gli occhi dall’orologio: le undici e mezza, le undici e tre quarti, le undici e cinquantacinque…ancora pochi minuti!
Fu proprio in quel momento che un minuto della notte di Natale, siccome la sua assenza non avrebbe fatto male a nessuno, uscì dalla sua ora e se ne andò via da solo. Scomparve. Dove? Nessuno poteva saperlo e ancora oggi nessuno lo sa. Finalmente libero! Fuggito dal ciclo del tempo, libero di andare dappertutto!”
Da allora non è stato mai più trovato. Vaga per il mondo e si ferma dove c’è bisogno di lui.
Quante cose possono accadere in un minuto? Infinite! La vita cambia in una frazione di secondo, lo sappiamo tutte e tutti.
Quello che voglio raccontarvi è che quest’anno il Minuto Vagabondo è entrato dentro la mia casa e si è fermato da me per un paio di giorni.
Non so dove si sia nascosto. Forse tra le luci dell’albero o dentro una delle casine appese al soffitto. Magari tra gli angeli arrivati in volo e rimasti a farmi compagnia o tra le mani del mio Schiaccianoci preferito. Forse tra i tasti del pianoforte o lì, sotto al cappello dell’Uccellino Fermatempo che a Natale serve sempre e fa bella posa di sé.
So invece perché sia arrivato proprio da me. Di certo avrà seguito le impronte che il Diario Visivo lascia nel cuore di chi lo abita: scintille sottili, ragnatele che ricamano la pelle, incrinature da dove penetra la luce, spazi segreti noti o svelati. E, ancora, passi. Piccoli passi aperti al mistero o, semplicemente, alla cura di sé.
Comunque è grazie a lui che il gruppo diariovisivoumbria, corsiste e formatrici, è riuscito a realizzare una piccola magia.
Ci siamo raccolte intorno ad un lungo tavolo preparato con cura e per prima cosa ci siamo scambiate gli auguri pescandoli da una ciotola di cristallo illuminata dalle lucine di Natale. Ogni biglietto diverso dall’altro anche se legato a questo prezioso minuto che può cambiarci la vita.
Poi ci siamo immerse nella bellezza dei colori per fare gli sfondi delle nostre doppie pagine: tovagliette e acquatit. La meraviglia negli occhi di tutte, anche di chi ha già sperimentato la tecnica più volte nel corso base e in altri incontri. Quindi, nell’attesa che i colori asciugassero, abbiamo usato le mani per costruire i nostri mandala.
Il termine “mandala” significa in sanscrito cerchio e non è un caso. Rappresenta il cosmo, l’universo ma anche il nostro mondo interiore che pian piano prende forma aggiungendo via via granelli di sabbia. Visto che in Umbria il mare non c’è abbiamo realizzato i nostri mandala con materiale naturale e non: sassolini, legnetti, fettine di arancio essiccate, sughero, perline, fili di lana, bottoncini ecc…
Occorre pazienza e rispetto per costruire insieme un mandala ma anche la consapevolezza del valore di ciò che sembra effimero ma non lo è. Il mandala, infatti, dopo averlo creato viene “sciolto”, lasciato andare. Dura il tempo di farlo. Un tempo non finalizzato ad un obiettivo specifico. Un tempo libero come il nostro minuto. Un tempo vagabondo che possa andare lontano scavalcando i confini che noi umani molte volte imponiamo a noi stessi. Così abbiamo smontato il nostro mandala con pazienza e lentezza, dopo avergli affidato mentalmente le nostre intenzioni: la bellezza, così da moltiplicarla all’infinito ma anche uno dei pesi che teniamo nel cuore per scioglierlo nell’energia dell’universo.
Dell’esperienza, oltre la realizzazione, abbiamo condiviso ognuna, a voce alta, una parola che messa insieme a quelle di tutte le partecipanti ha generato un pensiero condiviso al termine dei laboratori.
A questo punto abbiamo letto la storia del MINUTO VAGABONDO di NATALE ed il cerchio ha iniziato a chiudersi mentre si aprivano grandi finestre di riflessione.
La tecnica di scrittura creativa suggerita è stata l’intervista. Domande e risposte da scrivere di getto e poi leggere e rileggere, ponendo attenzione anche alle singole parole, ai significati chiari e sottesi. Perché quel minuto vagabondo che ci ha risposto, parlava di noi, dei nostri desideri, sogni e paure.
Abbiamo soltanto spalancato una delle tante finestre sulla nostra vita, sulla gioia o sul dolore, sul passato o sul presente, sulla meraviglia o sull’ordinario.
con tutto questo abbiamo realizzato le due pagine del nostro Diario Visivo.
Avevamo previsto che due ore non sarebbero mai bastate così ogni laboratorio aveva la durata di tre ore ma il nostro amico, quel Minuto Vagabondo, si è fermato di più, per la felicità di tutte noi. Lo stare insieme e la cura non possono avere paletti che li contengano. ci vuole tempo per i sorrisi scambiati, per le parole offerte e condivise, per il silenzio da ascoltare con attenzione. Ci vuole tempo per bere tisane calde e profumate e magiare biscotti fatti in casa a forma di stelle e ciambelle. Ci vuole tempo per riflettere e scegliere, per colmarsi dell’altro e fare spazio alla sua vita nella nostra. Ci vuole tempo.
In realtà anche solo un Minuto può bastare.

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

L’Arte cura il dolore

L’Arte cura il dolore

Il Diario Visivo nei laboratori di arteterapia L'arte ha una funzione riparatrice dal dolore, ci aiuta a dare forma a...

I laboratori di oggi

I laboratori di oggi

Oggi ci siamo rilassati e ne avevamo bisogno! Perché dopo mezz'ora di verifica e quindi di teoria, era giusto...

Diario Visivo® 2024© Vietata la copia

Pin It on Pinterest

Shares
Condividi This