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L’Arte cura il dolore

Il Diario Visivo nei laboratori di arteterapia L’arte ha una funzione riparatrice dal dolore, ci aiuta a dare forma a ciò che spesso non esprimiamo e anche se, come dice […]
L’Arte cura il dolore, Gianna Pera

Scritto da Gianna Pera

Insegnante di Disegno e storia dell'arte prima, Educatrice e conduttrice di laboratori artistici poi; mi sono formata in Arteterapia con il metodo Denner, un master in Artcounseling, certificazione in Life coach, infine ho incontrato il Diario visivo che ha tirato le fila di un percorso dedicato alla comunicazione non verbale nella relazione d'aiuto e alla crescita personale.

Pubblicato il 29 Dicembre 2022

Il Diario Visivo nei laboratori di arteterapia

L’arte ha una funzione riparatrice dal dolore, ci aiuta a dare forma a ciò che spesso non esprimiamo e anche se, come dice Freud, è un adattamento errato alla realtà, la sublimazione e la simbolizzazione ci permettono di ottenere gratificazione e sostituzione appagante a quotidiani momenti di disagio.

Per questo, ma non solo, ho trovato nel Diario Visivo uno strumento efficace nella relazione d’aiuto e nella formazione per la crescita personale, elemento indispensabile e imprescindibile per chi opera nell’ambito del sociale.

Durante il laboratorio che ho condotto dal titolo Cambiare con Arte ho potuto osservare la potenza di questo strumento, proprio perché non richiede competenze artistiche, né un talento particolare, è accessibile a tutti e offre la possibilità attraverso le molteplici tecniche di stimolare la creatività in chiunque si avvicini al metodo e di lasciare traccia di noi sospendendo il giudizio e scoprendo capacità sommerse o attivandone di nuove. Inoltre utilizzare il Diario Visivo come luogo non luogo in cui essere e non essere si associa all’opportunità di essere liberi di esprimere la propria unicità.

L’Arte cura il dolore, Gianna Pera

Nel laboratorio Cambiare con Arte abbiamo lavorato con una mappa sulla quale si sono trovati punti di partenza e punti di arrivo, ma è durante il viaggio, come si sa, che si sviluppa maggior consapevolezza di se e del proprio mondo interiore, per questo la costruzione del percorso ha mosso emotività che hanno portato a interessanti riflessioni, i partecipanti hanno inoltre giocato e “paciugato” con gusto, rivelando aspetti creativi inaspettati.

Non voglio dimenticare la mia necessità profondamente sentita da sempre di diffondere arte e bellezza, in quanto mezzi utili alla crescita personale e professionale che fanno di questo metodo un metodo elettivo.

E per finire, la mia decennale esperienza con i laboratori artistici all’interno di contesti psichiatrici mi fa affermare che il Diario Visivo è un metodo innovativo anche per l’arteterapia.

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