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Andare avanti, guardare indietro

Per andare avanti, a volte, meglio guardare indietro. Molto.“Scorrendo le pagine in cui il Ministero della Pubblica Istruzione accenna alle premesse teoriche dalle quali si è partiti per formulare i […]

Scritto da Federica Ciribì

Sono Architetto e Dottore di ricerca in Recupero Edilizio ed Ambientale. Sono abilitata all’insegnamento di “Arte e Immagine” e di “Disegno e Storia dell’Arte” presso l’Accademia di Belle Arti di Brera e all’insegnamento di “Costruzioni, tecnologia delle costruzioni e disegno tecnico” presso l’Università degli Studi di Pisa.

Pubblicato il 21 Aprile 2021

Per andare avanti, a volte, meglio guardare indietro. Molto.
“Scorrendo le pagine in cui il Ministero della Pubblica Istruzione accenna alle premesse teoriche dalle quali si è partiti per formulare i nuovi programmi di educazione artistica per la scuola media, ci è parso di cogliere la presenza di una concezione moderna dell’insegnamento artistico.

Si è recepito, infatti, il concetto che educazione artistica è in primo luogo educazione a vedere, educazione a cogliere, nel mondo circostante e nel mondo delle arti, elementi caratteristici e denotanti, dai quali partire per sviluppare un lavoro di ricerca e di indagine, di ricostruzione di epoche e stagioni; s’è recepito, inoltre, il concetto che tutto ció va sempre inteso come momento di un processo di apprendımento e di maturazione molto più vasto, a determinare il quale concorrono, in misura analoga, discipline svariate, tra le quali, però, corrono rapporti ed omologie che vanno anch’essi individuati e rintracciati affınché se ne prenda coscienza.

Sottolineiamo queste cose perché non diversi sono stati gli intendimenti che ci guidavano – proprio nel periodo in cui, venivano elaborati i programmi nuovi del Ministero – a dar vita a questo libro, a proposito del quale pochissime parole introduttive, perché specialmente per un volume di educazione artistica devono parlare pagine, il testo, le immagini.

Abbiamo cercato, come fatto preliminare, di aprire uno spiraglio problematico sui difficili temi e sulle ardue questioni del processo visivo, allo scopo di stimolare la conseguente problematica sulla natura, sulla funzione e sul valore dell’arte: il tutto in modo molto semplice ma sempre ragionato e sempre prospettando la possibilità di tradurre in lavoro pratico, spessissimo interdisciplinare, gli stimoli concettuali.


A questa funzione dovrebbe adempiere in particolare la sezione MATERIALI. Successivamente abbiamo fornito i dati indispensabili, dal punto di vista storico, concettuale, visivo, per un inquadramento dei fatti artistici nello spazio e nel tempo, inframmezzando il tutto con gli interventi esplicativi a proposito delle tecniche, dei mezzi, degli strumenti, per soddisfare, nel momento stesso in cui si formano, le richieste di approfondimento scaturite dalla lettura del testo.

Una volta in possesso degli elementi fondamentali e di esperienze conoscitive ed analitiche e più progressivamente allargando e approfondendo, il ragazzo potrà con sicurezza affrontare la ricerca e l’analisi sull’ambiente intorno a lui, per riconoscervi i segni del passato e quellı del presente, le tracce culturali e quelle economiche e sociali, nonché osare interventi originali, creativi.

Sono state perciò fornite moltissime indicazioni, e di diversa natura, allo scopo di stimolare al massimo gli interessi, di dilatare il discorso, di spingere alle aperture interdisciplinari.

Chiariamo, infine, di avere deliberatamente abbondato nel fornire immagini (ringraziamo a proposito di ciò la Casa Editrice, per la intelligente disponibilità), poiché pensiamo che anche il solo «vedere» rappresenti un primo e non trascurabile stimolo all’approccio con l’arte e, comunque, con la cultura. Saremo grati a tutti i Colleghi che vorranno farci pervenire le loro impressioni, le opinioni, le critiche.”

Napoli, marzo 1979
Santi, Petti
Ph. Stremplerart

Parole chiave

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