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Arte Bizantina, tempo di “Icone”

Il programma di storia dell’arte, che affronto durante il secondo anno della scuola secondaria di primo grado, parte dall’arte paleocristiana e bizantina.  Tra i primi temi che introduco c’è quello […]

Scritto da Federica Ciribì

Sono Architetto e Dottore di ricerca in Recupero Edilizio ed Ambientale. Sono abilitata all’insegnamento di “Arte e Immagine” e di “Disegno e Storia dell’Arte” presso l’Accademia di Belle Arti di Brera e all’insegnamento di “Costruzioni, tecnologia delle costruzioni e disegno tecnico” presso l’Università degli Studi di Pisa.

Pubblicato il 19 Ottobre 2022

Il programma di storia dell’arte, che affronto durante il secondo anno della scuola secondaria di primo grado, parte dall’arte paleocristiana e bizantina. 

Tra i primi temi che introduco c’è quello delle icone poiché esse assumono un’importanza crescente dal punto di vista artistico proprio a partire dal V secolo d.C.. 

Questo argomento mi permette di illustrare in maniera approfondita il tema dell’iconografia nella lettura dell’opera d’arte e di spiegare alcuni caratteri specifici dell’iconografia cristiana.

Il modo in cui tratto gli argomenti di storia dell’arte e sviluppo nelle mie classi i temi di disegno è sempre centrato sulla scrittura e sul disegno autobiografici; è per questa ragione che non propongo in corrispondenza di questo periodo storico lavori tradizionali, aventi ad esempio come tema il mosaico, tema che riscontro essere molto in uso in tante scuole. 

Nelle mie classi lavoro sul significato della parola “icona” e sull’evoluzione che ha avuto questo tema nella storia dell’arte. 

Dal V secolo agli inizi del XX secolo, il termine e l’oggetto “icona” sono sempre e solo stati riferiti a immagini sacre, inizialmente e principalmente di Cristo e della Madonna e poi via via anche di intere scene tratte dall’Antico e dal Nuovo Testamento. 

Con l’avvento della cultura dell’immagine il termine “icona” ha iniziato ad essere riferito a persone proposte come modelli da seguire negli ambiti più diversi.

Icone sono coloro che sono seguiti dai media, che fondano uno stile, un look o un modo di vita che possa essere copiato, imitato o criticato dal pubblico e dalla gente comune. Icone sono anche (e principalmente!) uomini e donne che hanno lottato per i diritti di tutti, spesso sacrificando la loro stessa vita.

Personaggi anche molto diversi tra loro come Marilyn Monroe, James Dean, Che Guevara, Gandhi, Elvis Presley o Frida Kahlo sono considerati, dalla mia generazione, autentiche icone e la cultura pop ha consacrato molti di loro, indipendentemente da cosa abbiano fatto. Oggi i ragazzi hanno altri personaggi di riferimento e credo sia molto importante, dopo avergli illustrato il significato del termine, proporre un circle time affinché condividano le loro “icone”. 

Il passo successivo è la realizzazione di una pagina di Diario Visivo che ogni ragazzo dedica a questo tema. 

Per comporre le pagine propongo tre personaggi iconici associati a due parole. La prima parola è libertà e la associo a Che Guevara; la seconda parola è giustizia e la associo a Falcone e Borsellino. Ovviamente sono consapevole di quanto questa scelta sia forte e per questo leggo ai ragazzi quello che ho scritto sul mio Diario Visivo: gli illustro il percorso che ho fatto nella scelta delle mie icone e delle mie “parole iconiche”. Ogni ragazzo può scegliere se conservare queste tre (mie) icone o meno e come comporre la propria pagina. Invito coloro che hanno appoggiato la mia scelta ad aggiungere una quarta icona, scegliendola alla luce delle proprie preferenze, e ad assegnargli una parola. Io come quarta icona ho scelto Franca Viola e le ho associato la parola “parità”. 

Chi invece deciderà di scegliere in autonomia altre icone potrà farlo e sarà invitato a completare il lavoro trovando per ogni icona la parola in grado di descrivere le motivazioni di tale scelta. Spronare i ragazzi a trovare dentro di sé le parole adatte a esprimere le proprie idee credo sia fondamentale e credo che gli insegnanti di arte non possano esimersi dal farlo. Diario Visivo lavora sempre sul doppio binario del segno e della parola.

L’ultima fase di questo lavoro è più tradizionale e potremmo dire più operativa: propongo alla classe di trasformare in maniera “pop” l’immagine di una delle mie icone, Che Guevara. Gli illustro brevemente la sua vita, anche attraverso la sua stessa voce, ovvero attraverso quello che ci ha lasciato scritto nei suoi diari e gli fornisco le necessarie indicazioni per lavorare. 

Nota bene: si potrebbe concedere ad ognuno di lavorare sulla propria icona ma dal punto di vista pratico, per esperienza, posso dire che questo sia molto complicato: non tutti capiscono il criterio con cui scegliere l’immagine (che deve essere un ritratto, avere un forte contrasto tra parti in luce e parti in ombra ed essere preferibilmente in bianco e nero già all’origine) e non tutti hanno a casa una stampante. Io preferisco fornire il materiale e mettere tutti in grado di lavorare allo stesso modo.

Il lavoro consiste nel trasformare tre volte l’immagine di Che Guevara in altrettanti ritratti. I primi due lavori vengono fatti su lucido utilizzando pennarelli indelebili con punte di varie dimensioni.  Il terzo lavoro è quello che i ragazzi prediligono: si tratta sempre del ritratto di Che Guevara ma fatto con la tecnica cosiddetta “esplosiva”, una tecnica che li lascia sempre tutti a bocca aperta!

E la meraviglia, non dimentichiamolo mai, è l’espressione più autentica di cuori felici che non si vergognano di mostrare che hanno ancora tanto da imparare. Che ognuno di noi possa continuare a meravigliarsi ogni giorno!


Alcuni lavori dei ragazzi

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