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Il mondo degli “U-mani”

Come adulti spesso dimentichiamo quanta importanza hanno avuto le nostre mani nel percorso di vita che ci ha reso quello che siamo oggi. Ci sono professioni che non potrebbero fare […]

Scritto da Sabina Antonelli

Sono un'insegnante di scuola dell'infanzia, innamorata dei bambini e delle bambine. Amo molto leggere e raccontare storie. Anche scriverle e illustrarle. Alcune di queste mie storie sono state pubblicate da diverse case editrici: Coccole books, Segni e Parole, Bertoni editore, Carta Canta. Volontaria di Emergency dal 2001, formatrice e leader nel Caviardage Metodo Tina Festa, ho incontrato il Diario Visivo nel 2018 e mi sono praticamente innamorata di lui e della sua ideatrice che ringrazio per la generosità, l'estro, la competenza che condivide con noi formatori e soprattutto per l'amicizia con cui mi ha accolto nella sua vita.

Pubblicato il 6 Settembre 2021

Come adulti spesso dimentichiamo quanta importanza hanno avuto le nostre mani nel percorso di vita che ci ha reso quello che siamo oggi. Ci sono professioni che non potrebbero fare a meno di loro: il chirurgo, il cuoco, il falegname, l’artista, il sarto, l’illustratore e così via ma, forse, non tutti sono consapevoli di quanto abbiano realmente imparato attraverso le loro mani ancor prima di studiare e sperimentarsi da adulti nel mondo del lavoro.

La Montessori diceva: “La mano è quell’organo fine e complicato nella sua struttura, che permette all’intelligenza non solo di manifestarsi, ma di entrare in rapporti speciali con l’ambiente: l’uomo, si può dire, “prende possesso dell’ambiente con la sua mano” e lo trasforma sulla guida dell’intelligenza, compiendo così la sua missione nel gran quadro dell’universo.” (da “Il Segreto dell’Infanzia”)

Rudolf Steiner sosteneva che chi sa muovere le mani, sa penetrare l’essenza delle cose più di chi invece le usa in maniera maldestra. Pensieri fluidi, liberi, creativi contro un pensiero poco malleabile, rigido, statico. Occorre dunque sin da piccoli sperimentare il valore delle proprie mani, usarle, guardarle, osservarle mentre si muovono, creano, disegnano, toccano. La scuola dell’infanzia è il luogo privilegiato in cui i bambini e le bambine scoprono l’altro da sé e proseguono il percorso di conoscenza del mondo circostante. Le loro mani sono ponti che attraversano spazi, fisici ma anche figurati, sono scrigno che conserva ricordi e sensazioni, sono vento che li proietta in avanti lungo la strada che ognuno di loro percorrerà.

Con le mani giocano, esplorano, scoprono, conoscono, comunicano. Con le mani creano, si raccontano, costruiscono relazioni significative. Le mani hanno memoria, cura, pazienza, promesse da mantenere, carezze, felicità, idee da realizzare, sogni da costruire, rabbia da contenere, preghiere, vite da salvare e così via. In pratica le mani dei bambini “hanno il mondo in mano.”

Lasciare tracce attraverso l’uso delle mani è fondamentale anche per gli adulti. Qualcosa di noi si mostra ai nostri occhi. Possiamo guardarci attraverso il segno che abbiamo impresso sul foglio e rispecchiarci in esso. Possiamo ricordare ciò che avevamo dimenticato, scoprire ciò che non sapevamo, meravigliarci della bellezza o sentirci a disagio, insoddisfatti per un qualcosa che non ci piace ma ci fotografa nel qui ed ora. Diciamo: non so disegnare, non è venuto bene, non mi rappresenta. Questo forse accade perché da bambini qualcuno ha giudicato il nostro disegno, le nostre macchie di colore, i nostri “scarabocchi” con superficialità senza la consapevolezza che il segno grafico è espressione di sé e vale di per se stesso, per chi lo partorisce, lo condivide, lo regala al mondo.

I bambini sono molto più U-MANI di noi e sanno che “lasciare tracce” è sempre cosa buona che risuona con l’energia dell’intero universo. Le loro mani mettono ali ai loro pensieri e al loro cuore.
Il laboratorio proposto è un piccolo passo nella meravigliosa capacità dei bambini di mescolare emozioni, pensieri, parole e segni per costruire strade.

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