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Il Diario Visivo di Vladimiro e Kolar

Io ho un amico che si chiama Luigi e che vende cose vecchie. Cose vecchie con pagine gialle, talvolta ammuffite, spesso con dediche che mi fanno entrare nella vita di […]
Il Diario Visivo di Vladimiro e Kolar

Scritto da Federica Ciribì

Sono Architetto e Dottore di ricerca in Recupero Edilizio ed Ambientale. Sono abilitata all’insegnamento di “Arte e Immagine” e di “Disegno e Storia dell’Arte” presso l’Accademia di Belle Arti di Brera e all’insegnamento di “Costruzioni, tecnologia delle costruzioni e disegno tecnico” presso l’Università degli Studi di Pisa.

Pubblicato il 17 Aprile 2019

Io ho un amico che si chiama Luigi e che vende cose vecchie. Cose vecchie con pagine gialle, talvolta ammuffite, spesso con dediche che mi fanno entrare nella vita di altri. Cose vecchie che rivestono per me un significato particolare.

Luigi mi procura carta da macero che io ho sempre paura di violare ma che cerco di trasformare in qualcos’altro all’interno del mio Diario Visivo. Ho introdotto a questa pratica le persone che mi stanno vicine. Passare le mani sulla carta vecchia, annusarla, staccare pagine che non sono mai state tagliate e quindi aperte, leggere appunti di altri, potere partecipare alla lettura di chi un tempo ha posseduto quelle storie, sottolineato parole, è una cosa magica.

Le parole, i segni e le storie sono magici. È potente entrare nella vita di persone che nemmeno conosco attraverso i loro libri, con le parole che sono state loro.

Il Diario Visivo di Kolar e Vladimiro


Luigi sa cosa mi piace e così un po’ di giorni fa mi ha fatto conoscere Vladimiro. Credo che abbia scritto solo un libro Vladimiro e per lui non era nemmeno un libro ma un Diario, un Diario scritto con matita e pennarelli, un Diario Visivo insomma.

A un certo punto Vladimiro volle mettere delle parole al suo Diario: nel 1964 non c’erano le possibilità odierne, non c’era internet dove cercare aforismi, forse non c’erano nemmeno tante biblioteche in Cecoslovacchia, quindi andò dal suo amico poeta Kolar.

Kolar trovò le parole per i disegni di Vladimiro. Intitolarono il libro “Al settimo cielo” ed è proprio “al settimo cielo” che i due vogliono insegnarci ad andare attraverso le pagine di questo Diario/libro. Io mi sono innamorata dell’idea che si legge tra le righe di questa opera: confezionarsi piccoli obiettivi quotidiani in modo da poterli raggiungere e sentirsi “al settimo cielo”. Dice Gianni Rodari nella prefazione al libro: “Ora che sapete dove si trova il settimo cielo, cercate di capitarvi spesso. Per un viaggio del genere, l’allegria è un ottimo mezzo di trasporto.”

Il Diario Visivo di Kolar e Vladimiro

Un Diario/libro come viaggio nella vita, esattamente la mia idea di Diario Visivo.
In questo articolo potete vedere le pagine dei miei allievi: essi hanno intrapreso il viaggio nella vita col Diario Visivo sotto il banco. Io non li ho mai visti leggere, scrivere e disegnare tanto come da quando hanno questo compagno di carta.

Anche per i miei ragazzi le parole, i segni e le storie sono magici. È la memoria che lascia una traccia, incancellabile, risposta umana alla nostra esigenza di essere imperituri.

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