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Partecipando al pic nic della grazia

Scritto da Grazia

Sono una maestra di scuola primaria, ormai da più di quarant'anni, e sono rimasta sempre un po' "bambina sognante con la testa tra le nuvole". Ciò, insieme alla mia curiosità, alla voglia di imparare, al mio sentirmi inadeguata, ha fatto sì che negli anni abbia sempre cercato di scoprire e studiare nuove metodologie didattiche che permettessero sia ai miei bambini che a me di stare a scuola con il sorriso, di imparare senza noia e senza paura, di fare in modo che ciascuna e ciascuno si sentisse valorizzato nelle proprie potenzialità e capace di provare a superare i propri limiti. Alla ricerca dell'equilibrio giusto ho iniziato a studiare e applicare il writing and reading workshop e il metodo Caviardage di Tina Festa del quale ho completato il corso di primo livello per docenti. Ma ancora mi mancava qualcosa, perchè non sempre si hanno le parole, non sempre si trovano quelle giuste per esprimere i propri vissuti, i pensieri, ciò che di prezioso ciascuno di noi custodisce dentro di sè. E così ho incontrato il Diario visivo, che mi ha completamente rapita, entusiasmata, coinvolta in un metodo estremamente inclusivo e capace di far sì che ciascuno trovi la propria strada comunicativa, io per prima. Sì, perchè IO NON SO DISEGNARE, ma so pasticciare, inventare, dare nuova forma a ciò che vedo, usare creativamente i materiali più disparati, riciclare. Il Diario visivo mi ha aiutata in tanti momenti difficili della mia vita guidandomi alla riflessione, permettendomi di leggermi dentro e nello stesso tempo di "vestire" i miei pensieri di immagini e parole, io dico sempre che il DIARIO VISIVO ( grazie Federica ) mi ha donato i colori. E allora mi piace tanto l'idea di poter a mia volta regalare i colori, o le parole, a chi certe volte non li trova; per ora lo faccio con i miei bambini, e poi chissà!.

Pubblicato il 12 Marzo 2026

Arrivati in quinta primaria primaria percorriamo insieme l’ultimo tratto di viaggio.
Prima di partire abbiamo partecipato a un pic nic speciale durante il quale ciascuno ha offerto qualcosa di bello e di buono.
L’attivatore è stato per me una  poesia inedita, donata da  Andrea Melis Parolaio.
Quando gli ho chiesto il permesso di utilizzare i suoi versi Andrea mi ha regalato  una frase per le mie bambine e i miei bambini:
“Una tovaglia da spalancare, un po’ di poesia sul prato a fare dei mattoni briciole e delle paure nutrimento per uccellini saltellanti e golosi”.

Lo sfondo
Nelle doppie pagine del Diario visivo lo sfondo rappresenta la casualità, la capacità che ha la vita di sorprenderci, sempre.
Per i bambini è un momento di puro divertimento,  leggerezza e creatività.
Vien fuori un gran confusione tra chi gira per i banchi in cerca del materiale di cui “non può proprio fare a meno”, chi spruzza tempera un po’ dappertutto, chi canticchia disegnando…ma va bene così!
Per questo laboratorio ciascuno ha realizzato uno “sfondo-tovaglia” utilizzando tempera diluita da spruzzare e stencil.
Attivazione e immagini
Abbiamo letto la poesia e poi abbiamo iniziato a pensare:
per partecipare al pic nic della grazia serve apparecchiare una tavola bella, colorata, piena di pensieri e attenzioni, di sentimenti e gesti gentili nei confronti degli altri.
Ognuno ha provato a immaginare cosa portare in dono: cose belle, buone, cose che fanno bene a se stessi e agli altri, qualcosa che faccia parte del proprio bagaglio di bellezza:
– il tempo da dedicare agli altri, da vivere, da non sprecare?
-La fantasia per non dimenticarsi di sognare?
-La leggerezza per poter affrontare le difficoltà della vita con un pizzico di sana follia?
Ho mostrato la  mia doppia pagina e poi li ho lasciati liberi. A disposizione hanno avuto giornali da ritagliare, adesivi, fogli da disegno, offrendo così a ciascuno la possibilità di esprimersi.


Dalle parole alle immagini, dalle immagini alle parole
Per questa fase abbiamo usato alcune attività del WRW:
la lista e il lampo di scrittura.
I dono scelti e incollati rappresentano una lista inclusiva che permette l’espressione del sé anche a chi per comunicare non utilizza la parola, Qualcuno ha scritto vicino a ciascuna immagine ciò che rappresenta, altri a partire da ciascun dono  hanno scritto brevi pensieri.
A questo punto, riprendendo i versi regalatici da Andrea Melis, abbiamo riflettuto su quali sono i pesi, i mattoni che teniamo nascosti all’interno della nostra valigia e che ci impediscono di aprirci agli altri e alla vita.
Così, protetti all’interno della valigia, grazie a un lampo di scrittura, bambine e bambini hanno raccontato del bagagli di mattoni e paure che “una tovaglia con un po’ di poesia sul prato possa trasformare in briciole, nutrimento per uccellini saltellanti e curiosi”.
Come variante inclusiva è stata proposta la poesia di Bruno Tognolini “Filastrocca dei segreti che pesano” (da Le filastrocche della Melevisione, Gaucci editore). I bambini hanno ritagliato alcune frasi che hanno poi riassemblato secondo il proprio sentire.
Per finire, seduti in cerchio, abbiamo condiviso i nostri doni su una bella tovaglia a quadretti, donando e ricevendo la gioia e la grazia del ritrovarci e dello stare insieme.
La cosa bella è che ciascuno ha potuto donare, e questo è uno dei motivi per i quali amo tanto il metodo del Diario visivo.
 

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