Arrivati in quinta primaria primaria percorriamo insieme l’ultimo tratto di viaggio.
Prima di partire abbiamo partecipato a un pic nic speciale durante il quale ciascuno ha offerto qualcosa di bello e di buono.
L’attivatore è stato per me una poesia inedita, donata da Andrea Melis Parolaio.
Quando gli ho chiesto il permesso di utilizzare i suoi versi Andrea mi ha regalato una frase per le mie bambine e i miei bambini:
“Una tovaglia da spalancare, un po’ di poesia sul prato a fare dei mattoni briciole e delle paure nutrimento per uccellini saltellanti e golosi”.


Lo sfondo
Nelle doppie pagine del Diario visivo lo sfondo rappresenta la casualità, la capacità che ha la vita di sorprenderci, sempre.
Per i bambini è un momento di puro divertimento, leggerezza e creatività.
Vien fuori un gran confusione tra chi gira per i banchi in cerca del materiale di cui “non può proprio fare a meno”, chi spruzza tempera un po’ dappertutto, chi canticchia disegnando…ma va bene così!
Per questo laboratorio ciascuno ha realizzato uno “sfondo-tovaglia” utilizzando tempera diluita da spruzzare e stencil.
Attivazione e immagini
Abbiamo letto la poesia e poi abbiamo iniziato a pensare:
per partecipare al pic nic della grazia serve apparecchiare una tavola bella, colorata, piena di pensieri e attenzioni, di sentimenti e gesti gentili nei confronti degli altri.
Ognuno ha provato a immaginare cosa portare in dono: cose belle, buone, cose che fanno bene a se stessi e agli altri, qualcosa che faccia parte del proprio bagaglio di bellezza:
– il tempo da dedicare agli altri, da vivere, da non sprecare?
-La fantasia per non dimenticarsi di sognare?
-La leggerezza per poter affrontare le difficoltà della vita con un pizzico di sana follia?
Ho mostrato la mia doppia pagina e poi li ho lasciati liberi. A disposizione hanno avuto giornali da ritagliare, adesivi, fogli da disegno, offrendo così a ciascuno la possibilità di esprimersi.

Dalle parole alle immagini, dalle immagini alle parole
Per questa fase abbiamo usato alcune attività del WRW:
la lista e il lampo di scrittura.
I dono scelti e incollati rappresentano una lista inclusiva che permette l’espressione del sé anche a chi per comunicare non utilizza la parola, Qualcuno ha scritto vicino a ciascuna immagine ciò che rappresenta, altri a partire da ciascun dono hanno scritto brevi pensieri.
A questo punto, riprendendo i versi regalatici da Andrea Melis, abbiamo riflettuto su quali sono i pesi, i mattoni che teniamo nascosti all’interno della nostra valigia e che ci impediscono di aprirci agli altri e alla vita.
Così, protetti all’interno della valigia, grazie a un lampo di scrittura, bambine e bambini hanno raccontato del bagagli di mattoni e paure che “una tovaglia con un po’ di poesia sul prato possa trasformare in briciole, nutrimento per uccellini saltellanti e curiosi”.
Come variante inclusiva è stata proposta la poesia di Bruno Tognolini “Filastrocca dei segreti che pesano” (da Le filastrocche della Melevisione, Gaucci editore). I bambini hanno ritagliato alcune frasi che hanno poi riassemblato secondo il proprio sentire.
Per finire, seduti in cerchio, abbiamo condiviso i nostri doni su una bella tovaglia a quadretti, donando e ricevendo la gioia e la grazia del ritrovarci e dello stare insieme.
La cosa bella è che ciascuno ha potuto donare, e questo è uno dei motivi per i quali amo tanto il metodo del Diario visivo.




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