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Carta da macero e Diario Visivo

Iniziano ad arrivare i primi risultati sull’utilizzo del Diario Visivo nelle mie classi e la conferma che esso sia uno strumento indispensabile di crescita e stimolo della creatività. Io credo […]
Carta da macero e Diario Visivo

Scritto da Federica Ciribì

Sono Architetto e Dottore di ricerca in Recupero Edilizio ed Ambientale. Sono abilitata all’insegnamento di “Arte e Immagine” e di “Disegno e Storia dell’Arte” presso l’Accademia di Belle Arti di Brera e all’insegnamento di “Costruzioni, tecnologia delle costruzioni e disegno tecnico” presso l’Università degli Studi di Pisa.

Pubblicato il 27 Marzo 2019

Iniziano ad arrivare i primi risultati sull’utilizzo del Diario Visivo nelle mie classi e la conferma che esso sia uno strumento indispensabile di crescita e stimolo della creatività. Io credo che se la creatività può essere considerata uno stile di pensiero in grado di generare nuove idee e soluzioni, essa deve essere costantemente stimolata in modo da favorire associazioni diverse tra elementi magari già noti. Da qui l’utilizzo della carta da macero nel Diario Visivo.

Sia nel laboratorio a scuola coi ragazzi che in quello per adulti, metto a disposizione vecchi testi che altrimenti sarebbero destinati al macero per fare arte e questa è un’esperienza che consiglio a ogni insegnante. La carta ha un fascino particolare, se vecchia, gialla e lacera ancora di più. A molte persone dispiace smontare libri per fare collage o altro: io invito sempre tutti a riflettere come in realtà questa sia invece una nuova vita per la carta, una nuova e nobile storia, all’interno di un percorso artistico e di crescita.

Oggi coi miei ragazzi abbiamo lavorato sul tema dell’albero secondo l’insegnamento del grande Bruno Munari. Abbiamo realizzato alberi di carta da macero e poi li abbiamo attaccati sul nostro diario. In molti hanno voluto scriverci vicino frasi o parti di canzoni che trattavano questo argomento. E’ stato un momento molto emozionante, soprattutto quando D. mi ha mostrato il suo lavoro. D. non ha lavorato sull’albero, si è concentrata invece sulla carta. Ho notato durante la lezione che continuava ad annusarla e ad accarezzarla ma mai e poi mai avrei potuto immaginare che mi facesse questo regalo.

Una poesia. “Strappi di parole”. Grazie D.

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