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Esplorare la nostalgia

Attraverso le parole e l’ di vi presento cosa intendo per Arte, e .
Esplorare la “nostalgia” è un po’ come perdersi nei souk di Marrakech: sai solo qual è l’inizio.

L’inizio è negli occhi di Jeanne, moglie di Modigliani ( l’unica alla quale lui dipinse gli occhi ndr) e nella sua intensa scoperta grazie a . Sono occhi che avrebbero voluto un “porto sicuro”… quello che per me significa .

Ma non devi lasciare che il porto sicuro diventi una “comfort zone” perché non è detto che un qualcosa che è andato bene ieri, vada bene anche oggi o domani. La giusta per me è uno spazio che mi porto dentro, dove posso difendere il mio spirito nella sua accezione di soffio, respiro, forza vitale, ovunque mi trovi… anche se questo chiama in causa la nostalgia per quel porto sicuro.


Ed è proprio di che ha nostalgia Ulisse, di fronte al mare in un’isola che non è la sua…ma solo viaggiando altrove ha potuto scoprire e riscoprirsi : al suo rientro in patria, non è più lo stessa persona che è partita.

Ed è per la nostalgia della patria e dei propri monti che si ammalarono i soldati svizzeri in servizio presso l’esercito francese all’epoca di Luigi XIV, fino a morirne tanto che un medico alsaziano, Johannes Hofer, studiò questo strano e doloroso fenomeno coniandone per primo il termine nel suo scritto “Dissertazione medica sulla nostalgia”. In tedesco si dice «Heimweh» (letteralmente per la casa).

La nostalgia dunque si nutre della lontananza, anche di persone e di istanti che non possono tornare… del nostro “Yesterday” cantavano i Beatles.

Ci sono luoghi, ci sono persone, ci sono parole evocative… ma anche rimedi… da usare con parsimonia però.

La nostalgia non è un sentimento che bisogna cercare di soffocare perché riscoprendo e abitando pezzi e frammenti del nostro passato, possiamo guardare al futuro con più .

E’ una risalita da fare a piccoli passi .

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