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Questioni di arte e di genere

Scritto da Federica Ciribì

Sono Architetto e Dottore di ricerca in Recupero Edilizio ed Ambientale. Sono abilitata all’insegnamento di “Arte e Immagine” e di “Disegno e Storia dell’Arte” presso l’Accademia di Belle Arti di Brera e all’insegnamento di “Costruzioni, tecnologia delle costruzioni e disegno tecnico” presso l’Università degli Studi di Pisa.

Pubblicato il 23 Febbraio 2022

L’8 marzo, comunemente indicato come “Festa della donna” è più correttamente da ricordare come “Giornata internazionale dei diritti della donna” ed è una ricorrenza istituita con lo scopo di  sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema delle discriminazioni e delle violenze di cui le donne sono oggetto ancora oggi nel mondo e nel contempo di festeggiare le conquiste sociali economiche e politiche che soprattutto grazie alle lotte di alcune grandi donne sono state faticosamente raggiunte dal genere femminile. 

Sono stati gli Stati Uniti d’America ad istituire questa celebrazione per primi nel 1909. A partire dal 1911 la giornata internazionale dei diritti della donna è stata riconosciuta in alcuni paesi europei e finalmente nel 1922 anche in Italia. 

L’uguaglianza di genere e l’autodeterminazione di tutte le donne e ragazze è stata inserita come obiettivo n° 5 dell’Agenda 2030 dall’ONU.

Diario Visivo si occupa di storia dell’arte, disegno e scrittura diaristica ed è proprio per questa ragione che vuole proporvi oggi di celebrare l’8 marzo con una riflessione su alcuni significativi ritratti di donne del passato.

Nel video proposto partiremo da Ipazia, prima donna scienziata, per arrivare alle prime donne artiste di cui ci è giunta traccia attraverso “Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori, e architettori” di Giorgio Vasari.

Le artiste del Vasari stanno all’arte come Ipazia sta alla scienza: è grazie alle loro straordinarie abilità artistiche ma anche alla loro caparbietà e forza se finalmente nel 1580 Diana Scultori fu ammessa, prima del suo genere, in un’associazione di artisti, la Compagnia di San Giuseppe di Terrasanta a Roma.

Nell’edizione del 1550 Vasari dedicò una sola biografia a una donna: si tratta della scultrice bolognese Properzia De Rossi. Nell’edizione del 1568 le artiste donne sono di più e sono suddivise dal Vasari in artiste aristocratiche, artiste in convento e artiste formatisi presso la bottega del padre.

Tra le artiste aristocratiche, il caso delle sorelle Anguissola, figlie del nobile cremonese Amilcare, risulta emblematico per la comprensione delle dinamiche del mondo dell’arte nel XVI secolo e offre una riflessione sul significato dell’autoritratto per le donne dell’epoca.

Partendo da questo spunto e dall’analisi di altre artiste e di altri autoritratti, il percorso del video propone un’immersione nella storia con domande guida che vogliono indicarci una riflessione sull’uguaglianza di genere ma anche e soprattutto sulla necessità più o meno forte per ognuno di noi, di apparire diversi da come siamo nelle immagini che utilizziamo sui profili social

Si allegano di seguito le domande proposte nel video, che sono solo alcune di quelle che potrebbero guidarci in una riflessione su queste tematiche e un semplice organizzatore grafico per realizzare un lavoro di Diario Visivo partendo dall’immagine del profilo che ognuno di noi ha in questo istante sui social.

Buon lavoro a tutti!

Inviatemi le foto dei lavori fatti in classe scrivendo a federica@diariovisivo.it

Laboratorio 8 Marzo 2022

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Bibliografia minima consigliata

  • Petta, Colavito, Ipazia. Vita e sogni di una scienziata del IV secolo, La Lepre Edizioni 2009
  • Elisabetta Rasy, Le disobbedienti, Mondadori 2019
  • Bava, Mori, Tapiè, Le Signore dell’arte, Skira 2021

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