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Il Diario Visivo dei piccoli e il Diario Visivo dei grandi

Questioni di fiducia Lavorare col Diario Visivo nelle mie classi è una sfida stimolante: non posso negare che sia anche impegnativo, è un metodo che richiede una grande dose di […]
Il Diario Visivo dei piccoli e il Diario Visivo dei grandi

Scritto da Federica Ciribì

Sono Architetto e Dottore di ricerca in Recupero Edilizio ed Ambientale. Sono abilitata all’insegnamento di “Arte e Immagine” e di “Disegno e Storia dell’Arte” presso l’Accademia di Belle Arti di Brera e all’insegnamento di “Costruzioni, tecnologia delle costruzioni e disegno tecnico” presso l’Università degli Studi di Pisa.

Pubblicato il 24 Aprile 2019

Questioni di fiducia

Lavorare col Diario Visivo nelle mie classi è una sfida stimolante: non posso negare che sia anche impegnativo, è un metodo che richiede una grande dose di fiducia nelle capacità reciproche, gestionali mie e creative loro, ma ora che l’anno scolastico sta terminando posso serenamente affermare che i risultati sono visibili e gratificanti per tutti.

Con gli adulti certo è tutto più semplice: l’adulto che segue il mio corso di Diario Visivo ha scelto di percorrere una strada speciale, si fida e crede nelle possibilità del metodo, ha scelto di mettersi in gioco e stimolare il cambiamento attraverso esercizi di creatività.

Per un ragazzo di 11 anni questo concetto è troppo astratto: solo la pratica può convincerlo dell’utilità, solo l’esperienza del fare arte su un Diario Visivo può innescare in lui un processo di crescita che parte da dentro ed è consapevole. Oh! la consapevolezza che bella cosa! Essa si muove esattamente nel solco del Diario Visivo.

Oggi con le mie classi prime abbiamo fatto un esercizio di creatività molto potente che faccio abitualmente anche con gli adulti: abbiamo composto poesie lasciando che fossero le parole a sceglierci e a parlarci. Abbiamo fatto il “cut-up”!

Ho portato in classe due cartelline, una blu piena di immagini tratte da libri e giornali (quadri e foto) e una gialla piena di parole tratte da vecchi libri.

In questo tipo di lavoro è molto importante l’ordine, è molto importante che i ragazzi possano in autonomia servirsi di nuovo materiale per lavorare sul loro Diario Visivo, quindi organizzo sempre il materiale in cartelline accessibili a tutti. Dopo aver mostrato le carpette e dove possono trovarle, ho distribuito a ciascun ragazzo due fogli strappati a caso da vecchi libri.

Cut Up!

Obiettivo della giornata era comporre una poesia partendo dalle parole presenti sui fogli consegnati e ambientarla scegliendo un’immagine dalla cartellina blu. Il tutto poteva essere ovviamente integrato a piacere, attaccando il lavoro su pagine già colorate o già iniziate.
In questo articolo vi mostro alcuni dei lavori dei miei ragazzi: a me paiono non male!
L’invito è di provare anche voi: si tratta di un processo creativo molto stimolante e che coinvolge diverse capacità, visive e di linguaggio, utile sia ai grandi che ai piccini.

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