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Quelle come me – Maria d’Adda Borromeo

Scritto da Federica Ciribì

Sono Architetto e Dottore di ricerca in Recupero Edilizio ed Ambientale. Sono abilitata all’insegnamento di “Arte e Immagine” e di “Disegno e Storia dell’Arte” presso l’Accademia di Belle Arti di Brera e all’insegnamento di “Costruzioni, tecnologia delle costruzioni e disegno tecnico” presso l’Università degli Studi di Pisa.

Pubblicato il 2 Ottobre 2023

Ancora nell’Ottocento la presenza delle donne in arte fu sporadica. Si trattava per lo più di ragazze di buona famiglia che avevano la possibilità di studiare: la loro preparazione artistica passava attraverso la copia dei grandi maestri, esattamente come avveniva per i giovani artisti. Il problema è che le donne avevano molto meno tempo a disposizione rispetto agli uomini e quindi molto spesso, pur dimostrando spiccate doti artistiche, la loro arte si fermava alla copia. Questo è quello che accadde a Maria d’Adda Borromeo, donna colta e curiosa.

Maria d’Adda Borromeo (prima a destra) in un dagherrotipo scattato a Genova nel 1850

Maria nacque ad Arcore nel 1796 e si sposò all’età di diciassette anni con Vitaliano Borromeo. Mentre il marito avanzava nella sua carriera politica, dal 1815 al 1833 lei fu impegnata ad allevare i suoi nove figli. I Borromeo vivevano a Milano, avevano diverse residenze estive sia sul Lago Maggiore che a Cesano Maderno. Maria poté accompagnare il marito nei suoi viaggi di lavoro in Italia e all’estero solo occasionalmente, ma fu così che coltivò la sua passione per il mondo delle arti figurative. La sua famiglia d’origine, e in particolare i suoi fratelli Giovanni e Carlo d’Adda, erano stati mecenati di grandi artisti tra cui Francesco Hayez. Non ci stupisce dunque un’opera come Maria Stuarda nel momento che sale al patibolo, copia dell’omonimo lavoro di Hayez, dedicata a uno dei tanti temi storici trattati dall’artista durante la sua lunga carriera.

Francesco Hayez, Maria Stuarda nel momento che sale al patibolo, 1827, Olio su tela, 211 x 290 cm, Milano, collezione privata

Maria dipinse la copia a tempera su una piccola pergamena di cm 28 x 36, oggi conservata nel Palazzo di famiglia sull’Isola Bella, sul Lago Maggiore. Si tratta quindi di una miniatura. Francesco Hayez aveva dipinto il quadro nel periodo immediatamente precedente al 1827, anno della copia di Maria dal vero, verosimilmente realizzata all’interno dell’Accademia di Brera. Qui proprio a partire da quell’anno era stata esposta l’opera di Hayez.
Il soggetto è una scena che immortala il momento in cui la regina, condannata a morte, prende commiato dai suoi amici e dai suoi fedeli servitori, prima di essere decapitata. Maria Stuarda fu accusata di tradimento nei confronti della Regina Elisabetta I d’Inghilterra, sua cugina.

Maria d’Adda Borromeo, Maria Stuarda nel momento che sale al patibolo, copia da Francesco Hayez, 1827, tempera su pergamena, 28 x 36 cm, Isola Bella, Palazzo Borromeo

Con quest’opera Maria d’Adda dimostrò le sue spiccate doti artistiche e la sua modernità: il quadro di Hayez aveva riscosso un grande successo infatti, ed era stato diffuso attraverso incisioni e litografie. Una delle copie più famose è quella del nobile Pietro Bagatti Valsecchi, miniatura su avorio che è possibile ammirare all’interno dell’omonima casa Museo a Milano. I fratelli Bagatti Valsecchi furono promotori di un vivace e colto salotto culturale all’interno della loro abitazione che avevano trasformato in un centro per la valorizzazione della cultura cinquecentesca lombarda. 

Laboratorio

Qui sotto trovate la prima scheda del colouring bookQuelle come me”, stampabile su un foglio A4.

Nell’immagine a sinistra potete vedere una riproduzione del ritratto di Maria d’Adda Borromeo liberamente ispirato all’opera di Giovanni Servi, artista veneziano vissuto tra il 1800 e il 1885. Il quadro ritrae Maria con la figlia Ersilia, o almeno così riporta il titolo. Sappiamo però che Ersilia morì all’età di un anno, cosa che fa supporre che l’opera non sia stata realizzata dal vero, visto che la bambina ritratta è più grande. Probabilmente Maria commissionò questo ritratto dopo aver perso la sua bambina e questo ci consegna un’immagine familiare dolce e commovente.

Giovanni Servi, Ritratto di Maria d’Adda Borromeo con la figlia Ersilia, s.d., collezione privata

Nell’immagine a destra è stato riprodotto un particolare del quadro di Hayez che Maria copiò.

Divertitevi a colorare questi due disegni e a collezionarli. Potete fare una piccola galleria d’arte in classe dedicata a “Quelle come noi”, o una doppia pagina nel vostro Diario Visivo. In questo modo le artiste invisibili che scegliamo di conservare staranno con noi e dentro di noi e favoriremo la diffusione di una storia dell’arte fondata su una vera parità di genere.

Ogni 15 giorni vi proporrò una nuova scheda da colorare. Aiutatemi a condividere questo progetto e…buon divertimento!

Bibliografia minima

Il testo e le immagini di questo articolo fanno riferimento a :
M.A. Previtera, S. Rebora, Dipingere al femminile 1840-1940, Cattaneo Editore 2002

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2 Commenti

  1. Daniela

    Mi interessa questa storia dell’arte al femminile

    Rispondi
    • Federica Ciribì

      Ciao Daniela, cercherò di pubblicare una storia nuova ogni due settimane, il lunedì. Penso che possa venire fuori una bella collezione di biografie. Grazie del tuo interesse!

      Rispondi

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