Ancora nellโOttocento la presenza delle donne in arte fu sporadica. Si trattava per lo piรน di ragazze di buona famiglia che avevano la possibilitร di studiare: la loro preparazione artistica passava attraverso la copia dei grandi maestri, esattamente come avveniva per i giovani artisti. Il problema รจ che le donne avevano molto meno tempo a disposizione rispetto agli uomini e quindi molto spesso, pur dimostrando spiccate doti artistiche, la loro arte si fermava alla copia. Questo รจ quello che accadde a Maria dโAdda Borromeo, donna colta e curiosa.

Maria nacque ad Arcore nel 1796 e si sposรฒ allโetร di diciassette anni con Vitaliano Borromeo. Mentre il marito avanzava nella sua carriera politica, dal 1815 al 1833 lei fu impegnata ad allevare i suoi nove figli. I Borromeo vivevano a Milano, avevano diverse residenze estive sia sul Lago Maggiore che a Cesano Maderno. Maria potรฉ accompagnare il marito nei suoi viaggi di lavoro in Italia e allโestero solo occasionalmente, ma fu cosรฌ che coltivรฒ la sua passione per il mondo delle arti figurative. La sua famiglia dโorigine, e in particolare i suoi fratelli Giovanni e Carlo dโAdda, erano stati mecenati di grandi artisti tra cui Francesco Hayez. Non ci stupisce dunque unโopera come Maria Stuarda nel momento che sale al patibolo, copia dellโomonimo lavoro di Hayez, dedicata a uno dei tanti temi storici trattati dallโartista durante la sua lunga carriera.

Maria dipinse la copia a tempera su una piccola pergamena di cm 28 x 36, oggi conservata nel Palazzo di famiglia sull’Isola Bella, sul Lago Maggiore. Si tratta quindi di una miniatura. Francesco Hayez aveva dipinto il quadro nel periodo immediatamente precedente al 1827, anno della copia di Maria dal vero, verosimilmente realizzata allโinterno dellโAccademia di Brera. Qui proprio a partire da quellโanno era stata esposta l’opera di Hayez.
Il soggetto รจ una scena che immortala il momento in cui la regina, condannata a morte, prende commiato dai suoi amici e dai suoi fedeli servitori, prima di essere decapitata. Maria Stuarda fu accusata di tradimento nei confronti della Regina Elisabetta I d’Inghilterra, sua cugina.

Con questโopera Maria dโAdda dimostrรฒ le sue spiccate doti artistiche e la sua modernitร : il quadro di Hayez aveva riscosso un grande successo infatti, ed era stato diffuso attraverso incisioni e litografie. Una delle copie piรน famose รจ quella del nobile Pietro Bagatti Valsecchi, miniatura su avorio che รจ possibile ammirare allโinterno dellโomonima casa Museo a Milano. I fratelli Bagatti Valsecchi furono promotori di un vivace e colto salotto culturale allโinterno della loro abitazione che avevano trasformato in un centro per la valorizzazione della cultura cinquecentesca lombarda.
Laboratorio
Qui sotto trovate la prima scheda del colouring book “Quelle come me”, stampabile su un foglio A4.
Nell’immagine a sinistra potete vedere una riproduzione del ritratto di Maria d’Adda Borromeo liberamente ispirato all’opera di Giovanni Servi, artista veneziano vissuto tra il 1800 e il 1885. Il quadro ritrae Maria con la figlia Ersilia, o almeno cosรฌ riporta il titolo. Sappiamo perรฒ che Ersilia morรฌ all’etร di un anno, cosa che fa supporre che l’opera non sia stata realizzata dal vero, visto che la bambina ritratta รจ piรน grande. Probabilmente Maria commissionรฒ questo ritratto dopo aver perso la sua bambina e questo ci consegna un’immagine familiare dolce e commovente.

Nell’immagine a destra รจ stato riprodotto un particolare del quadro di Hayez che Maria copiรฒ.
Divertitevi a colorare questi due disegni e a collezionarli. Potete fare una piccola galleria d’arte in classe dedicata a “Quelle come noi”, o una doppia pagina nel vostro Diario Visivo. In questo modo le artiste invisibili che scegliamo di conservare staranno con noi e dentro di noi e favoriremo la diffusione di una storia dell’arte fondata su una vera paritร di genere.
Ogni 15 giorni vi proporrรฒ una nuova scheda da colorare. Aiutatemi a condividere questo progetto e…buon divertimento!
Bibliografia minima
Il testo e le immagini di questo articolo fanno riferimento a :
M.A. Previtera, S. Rebora, Dipingere al femminile 1840-1940, Cattaneo Editore 2002

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Mi interessa questa storia dell’arte al femminile
Ciao Daniela, cercherรฒ di pubblicare una storia nuova ogni due settimane, il lunedรฌ. Penso che possa venire fuori una bella collezione di biografie. Grazie del tuo interesse!