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Tu hai le ali!

Critica e creatività Molti di noi sono cresciuti con genitori o altre figure critiche intorno. Abbiamo troppo spesso vissuto ogni tipo di critica interiorizzandola e adesso che siamo adulti questo […]

Scritto da Federica Ciribì

Sono Architetto e Dottore di ricerca in Recupero Edilizio ed Ambientale. Sono abilitata all’insegnamento di “Arte e Immagine” e di “Disegno e Storia dell’Arte” presso l’Accademia di Belle Arti di Brera e all’insegnamento di “Costruzioni, tecnologia delle costruzioni e disegno tecnico” presso l’Università degli Studi di Pisa.

Pubblicato il 5 Aprile 2019

Critica e creatività

Molti di noi sono cresciuti con genitori o altre figure critiche intorno. Abbiamo troppo spesso vissuto ogni tipo di critica interiorizzandola e adesso che siamo adulti questo tipo di messaggio negativo spunta dappertutto. A queste voci interiorizzate è stato persino dato il proprio nome: molti di noi conoscono bene i messaggi critici che hanno interiorizzato e questo accade specialmente alle persone creative. Conoscere non basta purtroppo e infatti spesso pur disprezzando questi messaggi, ci sentiamo paralizzati e intimoriti.

Tu hai le ali! Critica e Creatività

Di cosa parlano dunque queste voci? Perché sono lì? Cosa stanno cercando di fare? Come possiamo eliminarle, evitare che ci paralizzino ed in cosa possiamo trasformarle? Come possiamo essere certi che queste voci non blocchino la nostra creatività impedendoci di andare avanti? Possiamo trovare modi per lasciar andare le pesanti critiche del passato e consentire a noi stessi di crescere, in modo da concederci nuovi errori ed essere proprio per questo vivi più che mai?

Il critico interiore

Ci sono diversi modi per lavorare sul nostro “critico interiore”, possiamo:

  • ignorarlo;
  • far prevalere la nostra parte critica positiva;
  • provare a smontare il pensiero che c’è dietro;
  • provare ad ascoltare il messaggio critico ad un livello più profondo per provare a capirne il significato nascosto.

Quest’ultima strada è in salita, richiede da parte nostra la capacità ed il coraggio di abbandonare il giudizio preconcetto sul nostro “critico interiore” e affrontarlo faccia a faccia.
E’ importante capire che le parole del critico interiore che vive dentro di noi, sono le parole che abbiamo scelto di subire o che non siamo stati capaci di lasciare andare. Sono solo echi di ciò che i nostri genitori, i nostri insegnanti o altre figure autoritarie ci hanno detto nel tempo.
Non dobbiamo crederci, né identificarci troppo fortemente con loro. Osservando ciò che si trova sotto questi pensieri e abbracciando compassionevolmente i sentimenti e i bisogni sotto di essi, possiamo trovare più comprensione per il nostro “critico interiore”.

Guardare più profondamente e provare compassione può farci abbandonare dolcemente i pensieri del nostro critico interiore e ricominciare. Nel prossimo articolo spiegherò come farlo utilizzando il nostro Diario Visivo.

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