Passi fioriti è un laboratorio che pone al centro il corpo, e in particolare i piedi, come strumenti di conoscenza, espressione e relazione. Attraverso l’esperienza del camminare, soprattutto in senso simbolico, costruiamo il nostro futuro agganciandoci al nostro passato. Il laboratorio permetterà inizialmente di immergersi nella natura con una lunga passeggiata nel bosco e poi permetterà di riflettere su chi ci ha preceduti, ha sostenuto i nostri passi, è diventato nostro modello di vita e, in un secondo momento, permetterà di pensare ai passi che ancora dobbiamo e vogliamo fare per costruire il nostro futuro.
Camminare “con passi fioriti” diventa quindi un percorso di crescita personale ma anche collettiva, ispirato non solo alla nostra stessa vita ma anche ai processi vitali della natura e alla metafora della fioritura. uno spazio di esperienza, creatività e relazione in cui il coprpo, il movimento e la natura dialogano liberamente.
Attraverso il linguaggio simbolico di fiori, foglie, erbe spontanee e cammino, il laboratorio promuove consapevolezza, espressione personale, ascolto reciproco e senso di appartenenza, accompagnando ciascun partecipante nel riconoscimento delle proprie risorse e della propria capacità di fiorire
Diario Visivo
Ritrovarsi: il Filo Continua…
Permettere di mantenere un fil rouge che possa connettere il ricordo dei posti del cuore alle vacanze per un saluto e un presto ritrovarsi che si mantenga nel tempo.
Dentro me Cristo é il re
Se la matrice originale dell’intervento nasceva entro un orizzonte strettamente laico – focalizzato sull’espressione grafico-emotiva, sulla narrazione di sé e sulla rielaborazione estetica dei vissuti personali – la presente proposta ne riprende in modo speculare la struttura, i tempi e i dispositivi visuali, operando tuttavia un fondamentale innesto ermeneutico.
Il progetto viene qui rimodulato secondo una chiara prospettiva cristiano-cattolica, declinata attraverso lo statuto epistemologico della Spiritherapy fondata da Chiara Amirante. Tale integrazione non si limita a un’aggiunta di contenuti confessionali, ma ridefinisce l’intera dinamica di guarigione del cuore e di recupero dell’identità. L’apparato metaforico e visuale dell’albo illustrato “Dentro me” (il paese interiore, l’orco, la ferita somatica) viene così sottratto al rischio di un’autoreferenzialità psicologica o di un moralismo volontaristico, per essere ricondotto alle sue radici antropologiche e spirituali più profonde.
Laddove il modello laico individuava nella sola forza di volontà del soggetto o nella sublimazione artistica la chiave per l’equilibrio emotivo, l’approccio ispirato alla Spiritherapy introduce la categoria della Grazia e l’evento della Croce come uniche forze capaci di sanare l’abisso umano. L’illusione di autosufficienza del partecipante (il “re dei sassi”) viene così destrutturata per cedere il passo all’atto della consegna a Dio e all’istanza del grido.
La sottomissione delle proprie fragilità e la successiva azione dello Spirito Santo (la nuvola e la pioggia) consentono infine il passaggio dalla schiavitù psicologica al ristabilimento della vera regalità filiale. Il laboratorio si offre pertanto come uno strumento organico in cui l’efficacia consolidata della tecnica espressiva originaria viene potenziata e portata a compimento dall’orizzonte terapeutico e spirituale della fede cattolica, offrendo un cammino di autentica liberazione e lode comunitaria
Erbe di Luce
La notte tra il 23 e il 24 giugno è da sempre considerata una notte speciale, legata al passaggio del solstizio d’estate, alla forza delle erbe, alla rugiada e ai piccoli gesti di protezione e rinnovamento. Secondo la tradizione, si raccolgono fiori ed erbe profumate, si lasciano in acqua per tutta la notte all’aperto e, al mattino seguente, si usa quell’acqua per lavarsi il viso e le mani come gesto simbolico di cura, buon auspicio e rinascita.
Il laboratorio avrà un taglio laico, poetico e autobiografico. Non sarà una lezione sulle piante, né una pratica magica, ma un’esperienza di ascolto: del paesaggio, dei gesti antichi, delle parole che nascono quando ci si concede il tempo di rallentare.
Ci incontreremo per una breve camminata pianeggiante in località Calvisio Vecchio a Finale Ligure, davanti alla Chiesa dei Santi Cornelio e Cipriano per raccogliere con rispetto alcune erbe e fiori.
Dopo la camminata ci riuniremo per un momento conviviale e per un breve esercizio di scrittura ispirato all’acqua, alla notte, alle erbe e ai desideri piccoli, quelli che non fanno rumore ma sanno restare.
Ogni partecipante riceverà tutto il materiale necessario per raccogliere l’esperienza in un piccolo leporello.
La notte di San Giovanni ciascuno potrà preparare la propria acqua, lasciarla fuori durante la notte e usarla la mattina del 24 giugno come gesto intimo e personale.
Un piccolo rito d’estate per raccogliere, ascoltare, scrivere e ricominciare con gentilezza.
Informazioni pratiche
Data: domenica 21 giugno 2026
Orario: 17:30 – 20
Luogo: Finale Ligure – località Calvisio Vecchio – Chiesa dei Santi Cornelio e Cipriano
Destinatari: adulti
Posti disponibili: massimo 20 partecipanti
Incluso: camminata guidata, scheda rito/scrittura, kit per la realizzazione di un leporello
Da portare: scarpe comode, una penna, eventualmente una piccola busta di carta per conservare erbe
Info e prenotazioni: Federica 3284190497 e Federica 3387174835
In locandina la copertina del prezioso: La natura sa quasi tutto di Alberto Casiraghy, Sofia Maria Luce Possentini, Gabriel Pacheco, Edizioni Carthusia.
c’è Una Storia Per Ciascuno
Attraverso il processo creativo di Diario Visivo, le corsiste daranno una nuova vita, una nuova forma al proprio libro del cuore, strumento di relazione armonica con sé stessi, con gli altri e con il mondo. Il nostro sguardo sarà rivolto al libro come metafora della nostra vita…ha una storia da raccontare, è un compagno di viaggio verso mondi fantastici, immaginari; inoltre attraverso la poesia, le pagine dei libri cantano la bellezza dell’anima, la meraviglia del mondo intorno a noi. Leggere come esprimersi con l’arte, significa entrare in punta di piedi nella parte più profonda e libera di noi stessi: lì dove scopriremo ciò che ci rende davvero umani.
Corso Base Diario Visivo
Il Diario Visivo è un metodo elaborato dalla dott.ssa Federica Ciribì, con l’obiettivo di educare all’arte e all’immagine, proponendo un approccio laboratoriale che aiuti adulti, bambini e ragazzi nell’interpretazione della realtà.
Il fondamento teorico di questo “metodo” poggia sulla convinzione che tutti gli esseri umani siano dotati di pensiero creativo e che sia necessario aumentare gli stimoli visivi per favorire nuove connessioni tra conoscenze pregresse ed esperienze in atto al fine di allargare gli orizzonti, superare i propri limiti e innescare positivi e consapevoli processi di cambiamento.
Narrazione Ludo-Visiva: Laboratorio di Immagine, Gioco e Storytelling.
- Il corso si svolgerà a Finalborgo ed è pensato come un fine settimana per fermarsi e sperimentare ciò che spesso nella scuola resta solo annunciato, promesso ma mai realizzato. Metteremo in moto lo sguardo, l’immaginazione e le nostre mani. Sotto la mia guida e quella del Prof. Righi, i partecipanti prenderanno parte ad un percorso che intreccia e fonde tre filoni fondamentali della creatività umana:
- si lavorerà con le IMMAGINI, costruendole e trasformandole;
- si metterà in campo il GIOCO, sperimentando e creando;
- si racconteranno STORIE, lasciando emergere narrazioni personali e collettive.
Da una parte ci sarò io a guidare il lavoro sulle forme e i colori come spazio e tavolozza di esplorazione del sé, intrecciando segno, parola e identità in percorsi autentici e trasferibili nella pratica didattica. Dall’altra ci sarà Cristiano che vi condurrà per sperimentare l’unione dell’arte col gioco, accompagnandovi in esperienze vive, concrete, da attraversare con corpo e mente. Due formatori ma un unico percorso pensato per attivare spiritualità e manualità assieme, per costruire narrazioni e strumenti didattico-ludici efficaci. Un’esperienza pensata sì per chi insegna, ma prima ancora per chi vuole tornare a esplorare, creare, giocare e… raccontare!
Se sei interessato a questo percorso, compila questa form di preiscrzione. Sarai ricontattato per definire l’iscrizione al raggiungimento di 10 partecipanti.
Impiraresse
Far conoscere una delle pratiche artigianali veneziane. Sensibilizzare il corsista verso la modalità di vita vissuta dalle artigiane e permettere di aprire lo sguardo verso la loro creatività.
Dentro Me…sono io il re
Il laboratorio propone un’esperienza di DIARIO VISIVO che utilizza la lettura dell’albo illustrato “Dentro me” (K. Crowther – A. Cousseau) per accompagnare i partecipanti in un percorso simbolico di esplorazione interiore. Attraverso la scrittura personale, l’uso di immagini e piccoli interventi artistici, ogni partecipante costruisce una narrazione visiva che racconta un passaggio fondamentale: dal sentirsi “altrove”, in balia di paure o difficoltà, al momento in cui si ritrova la propria voce e si torna a essere “Re della propria vita”.
Il lavoro non richiede capacità artistiche pregresse, ma la disponibilità ad ascoltarsi e a lasciar emergere parole e immagini interiori.
”intelligenze”
Questo laboratorio è rivolto a docenti che desiderano interrogarsi in modo consapevole sul proprio modo di fare didattica. Non si tratta soltanto di un’esperienza espressiva, ma di uno spazio di riflessione personale e professionale. Riconoscere le preferenze cognitive dei nostri alunni, evitare la riproduzione inconsapevole di un unico modello di intelligenza e creare ambienti didattici più inclusivi e plurali ci aiutano a comprendere i nostri studenti rispettando il loro modo di essere intelligenti.
L’INTELLIGENZA è l’insieme delle facoltà che consentono all’uomo di pensare, comprendere o spiegare i fatti, elaborare modelli astratti della realtà e farsi intendere dagli altri; l’intelligenza rende l’uomo capace di adattarsi a situazioni nuove o anche di modificare una situazione quando presenta degli ostacoli; è una caratteristica propria dell’uomo, ma è riconosciuta anche agli animali.
Non è soltanto accumulo di informazioni, né semplice rapidità di calcolo: è la capacità di comprendere, collegare, interpretare e dare senso all’esperienza.
Per lungo tempo, tuttavia, l’intelligenza è stata considerata una facoltà unica, misurabile attraverso test standardizzati che hanno privilegiato soprattutto abilità logico-matematiche e linguistiche. In questa prospettiva, l’essere umano veniva sintetizzato in un numero: il quoziente intellettivo.
Con la sua teoria delle Intelligenze Multiple, Howard Gardner introduce un vero e proprio cambio di paradigma: l’intelligenza non è monolitica, ma plurale; non è un punteggio, ma un insieme dinamico di potenzialità.
Ogni individuo possiede una costellazione unica di capacità: cognitive, creative, corporee, relazionali, introspettive.
L’essere umano, dunque, non è riducibile a un numero, perché la mente non è una linea retta, ma un intreccio di possibilità.
Gardner, attraverso i suoi studi, ha individuato nove tipi di intelligenza:
1) Intelligenza linguistica
2) Intelligenza logico-matematica
3) Intelligenza visivo-spazia
4) Intelligenza corporeo-cinestesica
5) Intelligenza musicale
6) Intelligenza interpersonale
7) Intelligenza intrapersonale
8) Intelligenza naturalistica
9) Intelligenza esistenziale
Come Cerchi Nell’Acqua
Il grande Rodari, nella Grammatica della Fantasia, scrive: “Un sasso gettato nello stagno sscita onde concentrioche che si allartgano sulla sa sperficie, coinvolgendo nel loro movimento, a distanze diverse, con effetti diversi, la ninfea e la canna, la barchetta di carta e il galleggiante del pescatore. Oggetti che se ne stavano ciascuno per proprio conto vengono richiantai a vvere, a reagire, ad entrre in rappoorto tra loro… Una parola gettata nella mente a caso, prodce onde di sperficie e di profondità, prov oca una serie infinita di reazioni a catena”.
Se si applica qesta immagine alla società, il sasso può essereogni nostra azione, parola o scelta e i cerchi nell’acqua diventano ciò che accade di consegenza.
Nessna azione resta isolata: anche un gesto piccolo può inflenzare altre persone, che a loro volta, inflenseranno altri ancora.
é il così detto “effetto a catena”. Le nostre azioni non riguardano solo noi stessi, la assumono n grande valore, quasi insostitibile perché contribiscono a costrire una comunità basata su attenzione, responsabilità, collaborazione reciproca.
Il laboratorio intende far riflettere su tutto qesto cogliendone la bellezza e le possibilità.
Verba Volant e Noi Con Loro
Verba volant è una parte di un’espressione latina molto conosciuta che affonda le sue radici nella tradizione romana e si ritiene derivi da un discorso di CAio Tito al Senato: “verba volant, scripta manent”.
Oggi la frase viene usata principalmente per emfatizzare il valore della scrittura come mezzo di documentazione e prova. Le parole orali, infatti, sono facilmente dimenticabili, soggette a reinterpretazione e non offrono garanzia di chiarezza e immutabilità.
Nella sua forma originale, invece, la locuzione “Verba volant, scripta manent” aveva un significato completamente differente. Proprio opposto.
In un’epoca in cui la maggioranza della popolazione era analfabeta, si sottolineava il potere della parola orale. Le “parole volanti” non erano considerate effimere ma potenti strumenti di diffusione, capaci di viaggiare di bocca in bocca e raggiungere ampie platee.
A testimonianza di ciò, Omero, nelle sue opere, descriveva i messaggi orali come “parole alatre” (epos pteroton) e indicare la loro capacità di spiccare il volo e diffondersi.
L’antica saggezza romana racchiusa in questa locuzione, ci invita a riflettere siul ruolo della comunicazione orale nella nostra vita.
Che si tratti di parole pronunicate o scritte, entrambe lasciano un segno, seppure in modi diversi.
Le parole possono essere casa perché sceglierle è abitarle e abitare le parole implica un profondo coinvolgimento personale.
Le parole possono volare, diffondere idee e ispirare, costruire e cambiareil mondo, sia quello esterno a noi che il nostro mondo interiore.
Le parole sono oro. Materia preziosa capace di custodire la vita e il mondo.
c’è Una Storia Per Ciascuno
Attraverso il processo creativo di Diario Visivo, le corsiste daranno una nuova vita, una nuova forma al proprio libro del cuore, strumento di relazione armonica con sé stessi, con gli altri e con il mondo. Il libro come metafora della nostra vita…ha una storia da raccontare, è un compagno di viaggio verso mondi fantastici, immaginari; inoltre attraverso la poesia i libri cantano la bellezza dell’anima, la meraviglia del creato. Leggere, come esprimersi con l’arte, significa entrare in punta di piedi nella parte più profonda e libera di noi stessi: lì dove scopriremo ciò che ci rende davvero umani.
Al ritmo del cuore
Scegliere di intraprendere questo percorso nel Diario Visivo (Metodo Federica Ciribì) non è solo decidere di imparare una tecnica artistica. È un atto di coraggio metacognitivo: significa osservare i propri pensieri mentre prendono forma, ascoltare i propri silenzi e dare loro un colore, una musica, una casa.
In questo corso, non cercheremo la “bella copia”. Cercheremo la verità del tuo processo creativo. Come formatrice, il mio desiderio più profondo è offrirti uno spazio protetto dove tu possa esplorare la tua interiorità con cura e perfezione.
Ricorda sempre che la vera sfida della vita è il coraggio di essere felice nonostante tutto. Chiunque può mollare, è la cosa più facile del mondo. Ma tenere duro quando tutti capirebbero se cedessi, questa è la vera forza. Il tuo Diario Visivo sarà il luogo dove coltiverai questa forza, dove trasformerai ogni frammento – anche quello più fragile – in una testimonianza di bellezza e resilienza.
Soglie
La soglia indica una porta, cioè un punto di passaggio. Letteralmente è la parte inferiore del terreno, del suolo (il latino “solum”) su cui si appoggiano gli stipiti della porta e dalla quale passiamo con i nostri “calzari” (solea): attraverso una porta oltrepassiamo dunque il confine fisico tra un luogo e l’altro.
Il significato più usato però è quello metaforico: un confine immateriale che puà essere emotivo, esperienziale, culturale…
Nel laboratorio faremo riferimento alla soglia come “il qui ed ora” che ci permette di guardare al passato che è dietro di noi e, contemporaneamente, al futuro che ci aspetta. Saremo il “Dio della Soglia”, un “Giano BIfronte” e come lui poseremo il nostro sguardo su ciò che siamo state e su ciò che potremmeo essere, guardando la nostra vita dalla soglia del presente.
Corso Arte, Immagine e Diario Visivo
Il Corso Arte, Immagine e Diario Visivo è un corso progettato per gli insegnanti di Arte e Immagine, specialmente per coloro che hanno intenzione di avvicinarsi al Metodo Diario Visivo ed adottare l’omonimo libro di testo, edito da Electa, Mondadori Education.
Il Metodo Diario Visivo® è un modo concreto e inclusivo per educare all’arte e all’immagine attraverso disegno e scrittura diaristica. Non serve “saper disegnare”: si parte dall’osservazione, dall’esperienza e da procedure guidate che aiutano a trasformare l’immagine in un linguaggio di comprensione di sé e del mondo.
Per gli adolescenti, il Diario Visivo è potentissimo perché lavora su tre livelli insieme:
1) Imparare facendo: non è solo ascolto, ma laboratorio. Le mani pensano: si sperimentano tecniche, si prova, si sbaglia bene, si riprova. Questo rinforza motivazione e attenzione, soprattutto quando lo studio teorico fatica a “tenere” la classe.
2) Didattica delle emozioni: l’arte diventa un luogo protetto per nominare e trasformare emozioni (paure, rabbia, entusiasmo, vergogna, senso di inadeguatezza) senza giudizio, con strumenti visivi e narrativi. È una via concreta al benessere e alla relazione.
3) Life skills e orientamento narrativo: quando uno studente crea una pagina di diario, non produce solo un “lavoro bello”: costruisce una storia di sé. Impara a riconoscere risorse, interessi, valori, desideri e a collegarli a scelte possibili (orientamento). Questo rende la didattica più significativa: non “studio e basta”, ma “studio per capire chi sono e dove posso andare”.
Questo corso è pensato specificamente per docenti di Arte e Immagine: è un ibrido che fonda le parti più importanti del Corso Base tradizionale e suggerisce applicazione alla didattica con percorsi di storia dell’arte. Alla fine del corso ogni partecipante si porterà a casa:
– strumenti pronti per la classe (laboratori e syllabus)
– un metodo di lettura delle immagini che aumenta comprensione, partecipazione e pensiero critico
– una comunità di docenti con cui condividere pratiche, dubbi e idee.
Frammenti di Cuore
Il laboratorio “Frammenti di cuore” si configura come un viaggio esperienziale rivolto a insegnanti, educatori e a tutte le persone interessate a sperimentare il Diario Visivo come strumento di espressione emotiva e creativa, anche senza una specifica formazione didattica. Per i docenti, l’esperienza fornisce inoltre un protocollo trasferibile in ambito scolastico.
In un contesto scolastico spesso dominato dalla performance, dalla valutazione e dalla fretta, il laboratorio offre un tempo sospeso, protetto, in cui abitare la propria interiorità e riconnettersi alla dimensione emotiva dell’insegnamento. Il tema guida è il sentimento dell’amore, esplorato attraverso un approccio multidisciplinare che intreccia letteratura, musica, arte materica, scrittura poetica e tecniche di Diario Visivo.
L’obiettivo dell’esperienza è permettere ai partecipanti di vivere un momento di autentico benessere personale e, contemporaneamente, ai docenti di acquisire un protocollo operativo pronto per essere portato in classe. Attraverso il modeling, l’insegnante sperimenta in prima persona il percorso che proporrà agli alunni, diventando testimone del processo creativo e mostrando come un’emozione possa trasformarsi in una narrazione visiva e testuale ricca di significato.
Il percorso operativo: Durante l’incontro, i partecipanti si lasceranno guidare da suggestioni letterarie, da immagini artistiche e influenze sonore per dare inizio a un’indagine analitica del sentimento attraverso organizzatori grafici e scritture brevi. L’esperienza proseguirà con una fase di sperimentazione artistica dove, attraverso il colore e tecniche materiche, si darà forma a uno sfondo emozionale unico. Infine, la parola poetica, le immagini e il colore si incontreranno nella costruzione di una pagina di diario visivo tridimensionale, che diventerà il custode di una narrazione personale e profonda.
Nel Mio Giardino il Mondo
Nel mio giardino il mondo è un silent book meraviglioso progettato da Irene Penazzi, da questa suggestione nasce l’idea di un laboratorio per adulti dove pensiamo ad un giardino come luogo da vivere nella varie stagioni nell’età della fanciullezza. Facendo una ricerca specifica sulla storia del giardino troviamo che “Non esiste nessuna civiltà che non abbia provato il bisogno di avere i suoi giardini. Non sono infatti proprio i giardini destinati a soddisfare quella parte del nostro essere che salvaguardia in sè le esigenze e i ritmi fondamentali della vita? La materia che è loro propria- la luce, le acque,. le piante- risveglia degli accordi profondi nell’animo umano. Un albero vive, cresce, muore, proprio come fanno gli uomini. Ma mentre in una natura ancora selvaggia questa vita della pianta è più spesso ostile e inumana, la prima conquista del giardino è quella di renderla amica”. Questo è quello che scrive Pierre Grimal nella sua breve storia “l’arte dei giardini” dove mette a fuoco l’importanza dei giardini nella storia dell’uomo e come simbolicamente il giardino racchiuda tutta una serie di metafore, spirituali, emozionali e creative. Grimal prosegue: “E nello stesso modo non è d’altra parte stupefacente che il giardino sia, dalle origini, intriso di religione. Si tratta di attivare le forze benefiche, di sviare le forze malefiche”. Come uno spazio magico, l’organizzazione del giardino è per noi un’azione salvifica dell’animo umano. E ancora ci deliziamo con le parole di Pierre ” il giardino è un recinto meraviglioso in cui si impara a con le leggi della natura. Per questa ragione, i giardini di un’epoca sono tanto rivelatori dello spirito che la anima, quanto possono esserlo la scultura, la pittura, o le opere degli scrittori”. La bellezza che possiamo ammirare e respirare in un giardino diventa essa stessa una forma d’arte che però ha necessità di cura e di tempo, in antitesi con l’dea veloce della modernità del tutto e subito, il giardino ha bisogno di lentezza, di scoperta, attesa, esperimenti, di vita e di morte, perchè le sue piante hanno un ciclo vitale e quindi è un organismo vivente con i suoi flussi e i suoi mutamenti.”L’uomo è stato scritto- nasce in un giardino. Tutte le leggende, fin dai miti più antichi, collocano il luogo d’origine dell’umanità in un recinto protetto, nel grembo materno che custodisce la vita” inevitabile fare un collegamento con il libro della metà dell’ottocento di Fraces Hodgson Burnett, “il giardino segreto” dove le avventure di Mary, Colin, Dickon ci accompagnano verso una ricerca del giardino segreto che per loro è divenuto simbolo di rinascita e condivisione e ha creato uno scopo nelle loro vite provocando cambiamenti come persone e una intima crescita umana.
Cosa faremo noi? Ci lasceremo guidare dalle suggestioni dell’albo illustrato e proveremo a creare un nostro giardino intimo personale e Unico che ci rappresenti e ci guidi. L’obiettivo è creare un’idea di bellezza come simbolo di un significato più profondo, con intenti personali che terranno conto del continuo mutamento dell’individuo: “ogni alba è diversa da ogni altra alba nuova”.
Chissà
Il laboratorio intende riflettere sul significato dell’attesa, sulla necessità di guardare al futuro con occhi di sole e luce, consapevoli sia delle difficoltà che dei vincoli che scaldiscono la vita, ma anche della possibilità di essere in parte artefici del nostro cammino.
immaginare il futuro è un bellissimo esercizio attivo che èuò dare senso al presente, fornire una direzione e motivare le nostre scelte ma, al di là di tutto questo, è anche un’azione immaginifica che spazia nella meraviglia e recupera la capacità di sperare e credere in noi stessi e nel mondo.
Il termine “chissà” è definito avverbio di dubbio, cioè avverbio interrogtivo-esclamativo che esprime incertezza, possibilità, speranza, desiderio o curiosità.
é una parola unica che deriva dalla fusione di due parole “chi” e “sa” ma al contrario di questi due termini che hanno funzione logica, razionale e informativa, la funzione di “chissà” è emotiva, soggettiva e personalmente valutativa. Porta con sé un’aurea di sospensione, mistero e meraviglia.
Il laboratorio permette di riflettere sulla domanda “chissà come sarà l’anno che sta arrivando?”
Magari, come dice Rodari nella sua bellissima filastrocca: ” anche quest’anno sarà come gli uomini lo faranno”.
Allora, forse, il futuro è anche nel nostro sguardo, nella nostra capacità di costruire giorno per giorno un mondo diverso, per noi e per tutti.
Natale è Dietro l’Angolo
Attraverso il processo creativo di Diario Visivo, rivivere e riscoprire la magia del Natale, quella magia che solo i bambini sanno assaporare e gustare nel tempo dell’attesa dei doni, del giorno di festa e che anche noi abbiamo vissuto quando nella nostra infanzia. Le strade illuminate e decorate a festa, i canti e gli spettacoli…tutto ci conduce ad un’atmosfera magica ed emozionante. Riscoprirla attraverso i nostri ricordi per ricucirli con il presente e vivere il Natale con gli occhi e con il cuore di quando eravamo bambini.
la Dispensa Delle Gioie
L’attività mira a focalizzare l’attenzione dei partecipanti sui momenti più belli della propria vita, chiusi metaforicamente in un barattolo, in una dispensa segreta che, in questo momento, si riapre per rendere ancora più magica l’atmosfera natalizia.
Quel Natale in Cui Ero Grande
Condurre i corsisti alla riflessione sul significato del Natale e sull’individuazione dei propri sogni/desideri e permettere loro di trovare le modalità per realizzarli, anche attraverso tecniche grafico artistica e di scrittura riflessiva guidata.
“a Te”
Il laboratorio “a te” nasce dalla domanda “che cos’è un bambino?”. Le partecipanti faranno un viaggio esplorativo per ri-connettersi con il proprio bambino o bambina interiore, dedicando a lui o lei, tempo, parole e attenzioni.
a Che “punto” Sei?
La vita, nei suoi contesti, richiede incessantemente cambiamenti. Pertanto saperli gestire è la competenza che richiede. Ciò a volte può sembrare gravoso, soprattutto se occorre modificare comportamenti che precedentemente hanno provocato benessere. Pertanto il percorso chiede impegno, forza di volontà e tanto coraggio.
Il presente laboratorio invita a riflettere sul proprio presente in merito al cambiamento e dopo aver tentato di rapportare la propria situazione ai segni di punteggiatura, attraverso le immagini ( dipinti e sculture) e il processo artistico creativo del diario visivo, arricchirsi di un tassello nell’autoconsapevolezza.
E accrescere, con la condivisione , l’appartenenza delicata e sincera a una collettività.
Al termine dell’incontro vi è la possibilità ( per chi lo volesse ) di avere suggerimenti personalizzati adatti al proprio contesto lavorativo.
a Che “punto” Sei?
Nella vita, coi suoi contesti, tanti sono i cambiamenti che richiedono di saperli gestire. Essi risultano gravosi quando necessita di modificare comportamenti che nel passato hanno fatto stare bene. Il percorso da esso richiesto inizia dall’impegno di accettare di dover cambiare e che, nel percorso comporterà la messa in discussione di riferimenti e conferme che fino ad allora hanno funzionato.
Il presente laboratorio di diario visivo, attraverso la simbologia della punteggiatura, intende sollecitare, artisticamente e col supporto di immagini, il personale processo creativo per far in modo che il corsista mobiliti la propria energia, per assecondare e orientare il cambiamento.
(ri)scopriamo il Nostro Volto Poetico
Il nostro viso è un testo da esplorare… La sua bellezza non è soltanto un insieme di dettagli, occhi, naso, bocca, orecchie, ma la si può trovare e scoprire nell’unicità della sua storia che crea un’immagine unica e irripetibile. Infatti, il viso è il riflesso dell’anima, può esprimere gioia, tristezza, rabbia, amore e molte altre sfumature del sentire umano. Attraverso la creatività, l’esperienza del Diario Visivo vuole offrire la possibilità di sperimentare, attraverso la realizzazione giocosa del volto poetico di ogni partecipante, la diversità e unicità come strumento prezioso per vivere la propria individualità in connessione con sé stessi e con gli altri.
Come Vedere il Mondo
Nel 1972 l’astronauta Harrison Jack Schmitt scattò dalla navicella spaziale Apollo 17 una fotografia della Terra tuttora ritenuta l’immagine più riprodotta di sempre. In questa immagine il nostro pianeta sembrava una “Blue Marble”, una biglia blu, dominata da specchi d’acqua intervallati da terre verdi. I contemporanei dissero che quella foto aveva cambiato la loro vita.
Nel 2012 la NASA realizzò una nuova versione di Blue Marble: non si trattava però di uno scatto dallo spazio bensì del fotomontaggio di una serie di immagini digitali prodotte da un satellite. Questa foto, costruita in modo da sembrare scattata da un punto specifico e in un preciso momento, non è reale. Nessuno dal 1972 ad oggi ha più potuto vedere il nostro pianeta dalla stessa prospettiva dell’equipaggio dell’Apollo 17, con il sole alle spalle e la terra in piena luce.
Cosa capiamo dall’analisi di queste due immagini?
Mentre lo storico Robert Poole ha definito la foto del 1972 “un manifesto fotografico per la giustizia globale”, lo studioso di visual culture, Nicholas Mirzoeff ha affermato che la versione di Blue Marble del 2012 è una buona metafora di come visualizziamo oggi il mondo: lo assembliamo partendo da frammenti, presupponendo che quello che vediamo sia corente ed equivalente alla realtà, al tutto, ma non è così.
E allora, come trasformiamo questa consapevolezza in pratica d’aula?
Ne parleremo in una serie di tre laboratori, con chi di voi avrà il piacere di lavorarci insieme a #diariovisivo.
Nel primo laboratorio, intitolato “Blue Marble: io dentro il Pianeta”, proporremo ai ragazzi di vedere prima di dire. Di dire con un lessico condiviso tra scienza e poesia, prima di scrivere. E scriveremo con un atto che sarà una messa a fuoco.
Lavorareremo sul ricalco di Leopardi per collegare l’io al noi planetario. In questo passaggio, la letteratura ci insegnerà a stare dentro la complessità visiva senza banalizzarla; la visual culture ricorda che ogni immagine è una costruzione situata, mai un assoluto.
Nel secondo laboratorio affronteremo un nodo cruciale del mondo delle immagini: “Come vedo me stesso”.
Anche in questo caso il percorso si aprirà con un’immagine dallo spazio, ossia il selfie di Aki Hoshide, scattato anch’esso nel 2012: ignorando lo spettacolo della Terra e della Luna, l’astronauta rivolge verso se stesso la macchina fotografica. Un selfie emblematico poichè in realtà ogni traccia dell’aspetto e della personalità di Hoshide scompare. Una foto inconcepibile nel 1972, dunque cosa è cambiato da allora ad oggi nel modo di percepire noi stessi?
Il terzo laboratorio sarà dedicato alla didattica della storia e sarà un’occasione per parlare di guerra e riflettere insieme sulle immagini di sterminio, morte e dolore che ogni giorno fanno capolino sui social, alla tv e sui giornali.
Il titolo di questo laboratorio sarà: “Come visualizzo la guerra”.
Se la visione è un terreno comune, perchè chi detiene il potere politico ha da sempre la pretesa di vedere il futuro del mondo in maniera diversa?
Tre date per tre laboratori: 31 ottobre (dalle ore 17 alle 19), 12 dicembre (dalle ore 17 alle 19) e 16 gennaio (dalle ore 17 alle 19). Per lavorare insieme all’educazione dello sguardo: un esercizio per imparare che la realtà non è soltanto ciò che vediamo, bensì come lo vediamo, e che la poesia, quando è ben condotta, non addolcisce la realtà: la rende intellegibile.
Come Vedere il Mondo
Nel 1972 l’astronauta Harrison Jack Schmitt scattò dalla navicella spaziale Apollo 17 una fotografia della Terra tuttora ritenuta l’immagine più riprodotta di sempre. In questa immagine il nostro pianeta sembrava una “Blue Marble”, una biglia blu, dominata da specchi d’acqua intervallati da terre verdi. I contemporanei dissero che quella foto aveva cambiato la loro vita.
Nel 2012 la NASA realizzò una nuova versione di Blue Marble: non si trattava però di uno scatto dallo spazio bensì del fotomontaggio di una serie di immagini digitali prodotte da un satellite. Questa foto, costruita in modo da sembrare scattata da un punto specifico e in un preciso momento, non è reale. Nessuno dal 1972 ad oggi ha più potuto vedere il nostro pianeta dalla stessa prospettiva dell’equipaggio dell’Apollo 17, con il sole alle spalle e la terra in piena luce.
Cosa capiamo dall’analisi di queste due immagini?
Mentre lo storico Robert Poole ha definito la foto del 1972 “un manifesto fotografico per la giustizia globale”, lo studioso di visual culture, Nicholas Mirzoeff ha affermato che la versione di Blue Marble del 2012 è una buona metafora di come visualizziamo oggi il mondo: lo assembliamo partendo da frammenti, presupponendo che quello che vediamo sia corente ed equivalente alla realtà, al tutto, ma non è così.
E allora, come trasformiamo questa consapevolezza in pratica d’aula?
Ne parleremo in una serie di tre laboratori, con chi di voi avrà il piacere di lavorarci insieme a #diariovisivo.
Nel primo laboratorio, intitolato “Blue Marble: io dentro il Pianeta”, proporremo ai ragazzi di vedere prima di dire. Di dire con un lessico condiviso tra scienza e poesia, prima di scrivere. E scriveremo con un atto che sarà una messa a fuoco.
Lavorareremo sul ricalco di Leopardi per collegare l’io al noi planetario. In questo passaggio, la letteratura ci insegnerà a stare dentro la complessità visiva senza banalizzarla; la visual culture ricorda che ogni immagine è una costruzione situata, mai un assoluto.
Nel secondo laboratorio affronteremo un nodo cruciale del mondo delle immagini: “Come vedo me stesso”.
Anche in questo caso il percorso si aprirà con un’immagine dallo spazio, ossia il selfie di Aki Hoshide, scattato anch’esso nel 2012: ignorando lo spettacolo della Terra e della Luna, l’astronauta rivolge verso se stesso la macchina fotografica. Un selfie emblematico poichè in realtà ogni traccia dell’aspetto e della personalità di Hoshide scompare. Una foto inconcepibile nel 1972, dunque cosa è cambiato da allora ad oggi nel modo di percepire noi stessi?
Il terzo laboratorio sarà dedicato alla didattica della storia e sarà un’occasione per parlare di guerra e riflettere insieme sulle immagini di sterminio, morte e dolore che ogni giorno fanno capolino sui social, alla tv e sui giornali.
Il titolo di questo laboratorio sarà: “Come visualizzo la guerra”.
Se la visione è un terreno comune, perchè chi detiene il potere politico ha da sempre la pretesa di vedere il futuro del mondo in maniera diversa?
Tre date per tre laboratori: 30 ottobre (dalle ore 17 alle 19), 28 novembre (dalle ore 17 alle 19) e 9 gennaio (dalle ore 17 alle 19). Per lavorare insieme all’educazione dello sguardo: un esercizio per imparare che la realtà non è soltanto ciò che vediamo, bensì come lo vediamo, e che la poesia, quando è ben condotta, non addolcisce la realtà: la rende intellegibile.
Corso Base Milano
Il corso base di Diario Visivo, ideato dalla dott.ssa Federica Ciribì, architetto e professoressa di Arte e Immagine nella scuola secondaria di primo grado, è un viaggio verso la propria interiorità, attraverso la strada della creatività e dell’intuizione, alla ricerca di connessioni tra il nostro Sè e la realtà, in un fluttuare di immagini e parole che ci aiuteranno ad avere un quadro più completo di noi stessi, ampliando la conoscenza di noi e degli altri, nell’esplorazione di nuovi orizzonti.
Chi Sono Quando mi Ascolto
Il tema che sarà affrontato sarà quello dell’identità e alla sua rappresentazione a livello creativo , per ritrovare elementi chiave del percorso di ogni persona.
Il laboratorio sarà attivato tramite la visione del video “La precisione della poesia” di Chandra Livia Candiani dal minuto 18.18 al minuto 20.41, dalla visione delle opere fotografiche di Paulette Tavormina e del dipinto “Effetti personali” di René Magritte.
I partecipanti saranno guidati nella realizzazione di una doppia mezza pagina dove ci sarà una creazione di disegno e un autoritratto creato con degli oggetti privati importanti disegnati, creati con il collage o fotografati e un’applicazione con il Caviardage® partendo dalla tecnica della doppia mezza pagina.
Dammi 3 Parole: il Potere Creativo Del Dialogo Interiore
Viviamo immersi in conversazioni: con gli altri, con il mondo, con le immagini. Ma c’è una voce che spesso ignoriamo o diamo per scontata: la nostra voce interiore, quel dialogo continuo che accompagna ogni gesto, pensiero ed emozione.
Questo laboratorio nasce dalla consapevolezza che il modo in cui parliamo a noi stessi – il self talking – non è solo un riflesso dei nostri pensieri, ma può diventare un vero e proprio strumento di consapevolezza, creatività e crescita personale.
Prendersi cura dei propri pensieri, delle proprie emozioni e del proprio dialogo interiore è un atto di attenzione verso di sé, per vivere in modo più consapevole e gentile se stessi.
Attraverso un gioco di ricerca di parole, momenti di riflessione e scrittura autoriflessiva, esploreremo insieme come la nostra voce interiore influenzi la nostra autostima, le nostre scelte e possa trasformarsi in occasione di benessere autentico.
Un percorso semplice, ma profondo in cui le attività di scrittura si intrecciano con quelle artistiche per aiutare ad orientare in modo positivo e costruttivo il proprio self talking, esprimendo la propria creatività a tutto tondo.
Ritrovarsi Collage di Cuori
Esperire le emozioni principali attraverso diverse modalità sensoriali e di scrittura per poterle trasferire nella didattica agli alunni della scuola primaria.
Corso Base Umbria
Il metodo DIARIO VISIVO è stato ideato dalla Prof.ssa Federica Ciribì, insegnante di Arte e Immagine alla scuola secondario di primo grado. Il fondamento teorico di questo metodo poggia sulla convinzione che tutti gli esseri umani siano dotati di pensiero creativo e che sia sufficiente aumentare gli stimoli per favorire le connessioni tra conoscenze pregresse ed esperienze in atto, al fine di allargare orizzonti, superare i propri limiti e innescare postivi e consapevoli processi di cambiamento. Il corso base che si presenta è articolato secondo le indicazioni date dalla ideatrice del Metodo durante il corso avanzato che si tiene a Finalborgo durante il periodo estivo e permette di ottenere la qualifica di formatore con conseguente possibilità di attivare corsi base nel proprio ambito professionale e lavorativo. Il corso base prevede diversi moduli caratterizzati dalla conoscenza delle basi teoriche del metodo e da laboratori che utilizzano tecniche di scrittura creativa e artistiche.
(RI)Scopriamo il Nostro Volto Poetico
Il nostro viso è un testo da esplorare… La sua bellezza non è soltanto un insieme di dettagli, occhi, naso, bocca, orecchie, ma la si può trovare e scoprire nell’unicità della sua storia che crea un’immagine unica e irripetibile. Infatti, il viso è il riflesso dell’anima, può esprimere gioia, tristezza, rabbia, amore e molte altre sfumature del sentire umano. Attraverso la creatività, l’esperienza del Diario Visivo vuole offrire la possibilità di sperimentare, attraverso la realizzazione giocosa del volto poetico di ogni partecipante, la diversità e unicità come strumento prezioso per vivere la propria individualità in connessione con sé stessi e con gli altri.
Corso Base Manfredonia
Viviamo in un mondo che spinge a essere convenzionali e dove la velocità è la costante nella vita. Apportando così distrazione dal ricercare e ri-conoscere le sfaccettature del proprio sé. Più o meno coscientemente si vive il quotidiano con creatività. Partire dalla sua appropriazione e dal suo consolidamento, aiuterebbe a diminuire il rifiuto verso la complessità e a convertirla in un nuovo valore, un’ulteriore opportunità per la personale creatività. Conoscere e sperimentare il Metodo Diario Visivo diventa l’occasione che ognuno si può concedere di accendere e maturare nell’esercizio creativo a favore del benessere umano, personale e collettivo.
Corso Base 30-31 agosto 2025
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Corso Base
E tu, sei una strada o una piazza?
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Progetto Mail Art Diario Visivo 2025
Le parole sono tante. Laboratorio Kintsugi
Le parole sono tante. Laboratorio Kintsugi
Corso Base – Perugia
Corso Avanzato 2024
Corso Base – Finale Ligure 2024
Tempo d’incontro
Io ho un’altra forma
Istituto Internazionale Edoardo Agnelli
Accoglierci d’autunno
Iscrizione Accoglierci d’Autunno
Laboratorio Favole al Castello
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E tu quale armatura indossi? (adulti)
Il viaggio di Margherita
Soglia e non limite. (adulti)
A ritrovar le storie. (adulti)
Iscrizione
Laboratorio Esperienziale Maria lai – online – 2022
Corso Base – Roma – 2022
Laboratorio Esperienziale Isgrò – online – 2022
Corso Base – online – marzo 2022
Corso Avanzato – Finale Ligure – agosto 2022
Corso Base – Bari – 2019
Corso Base – Finale Ligure – 2019
Corso Base – online – novembre 2020
Laboratori Esperienziali – online – 2020
Corso Base – Mirandola – 2020
Corso Base – Meolo – 2020
Corso Base – online – marzo 2021
Corso Base – Online – novembre 2021
Corso Base – Abbadia San Salvatore – 2021
Corso Base – Milano – 2021
Corso Avanzato – Finale Ligure – luglio 2021
La mia vita cucita per filo e per segno
Arteascuola.com
L’arroganza del pisello
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18 novembre 2022

























































































