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Nascondere una poesia nel Diario Visivo

Scrivere poesie non è il mio mestiere ma poiché il solo leggerle mi fa stare bene e poiché ne conservo moltissime nel mio Diario Visivo, voglio insegnarvi un trucchetto creativo […]
Nascondere una poesia (1)

Scritto da Federica Ciribì

Sono Architetto e Dottore di ricerca in Recupero Edilizio ed Ambientale. Sono abilitata all’insegnamento di “Arte e Immagine” e di “Disegno e Storia dell’Arte” presso l’Accademia di Belle Arti di Brera e all’insegnamento di “Costruzioni, tecnologia delle costruzioni e disegno tecnico” presso l’Università degli Studi di Pisa.

Pubblicato il 1 Dicembre 2019

Scrivere poesie non è il mio mestiere ma poiché il solo leggerle mi fa stare bene e poiché ne conservo moltissime nel mio Diario Visivo, voglio insegnarvi un trucchetto creativo per nasconderle e voglio consigliarvi una lettura: Bernard Friot, Hervé Tullet, Un anno di Poesia, Lapis Edizioni.

Iniziate cercando una poesia (o scrivendola voi!) che vi faccia battere il cuore: dovete farlo attingendo dalla vostra memoria, dalla memoria del vostro cuore, o da quel libro di poesie che avete dimenticato sul comodino. Non è mai il momento sbagliato per iniziare a leggere un libro.
Keri Smith mette “read a poem” al primo posto della lista delle cose da fare ogni giorno! Mi sembra un ottimo consiglio da seguire e se non conoscete questa deliziosa creativa canadese, dovete assolutamente rimediare!
Se non trovate una poesia, anche il testo di una canzone andrà benissimo.
Io ho scelto “Ed è subito sera” di Salvatore Quasimodo.

Fatto ciò, scegliete un testo in prosa di una lunghezza contenuta, una cartella massimo. Potete selezionare un libro a cui tenete particolarmente e di quel libro scegliere la parte che vi risuona maggiormente. Io conservo numerose copie vecchie e consumate dei miei libri più cari, vera e propria carta da macero, e le utilizzo per questo tipo di lavori. Potete anche scegliere un brano da una vecchia antologia, un articolo di giornale, stampare un testo scaricandolo da internet. Cercate qualcosa di bello.
Io ho scelto uno stralcio del celebre discorso di Martin Luther King “Io ho un sogno”.

A questo punto ho sfogliato il mio Diario Visivo alla ricerca dello sfondo adatto a contenere questi due testi così importanti. Mentre passavo in rassegna le pagine del mio Diario, ho riflettuto sulle connessioni importanti che questo lavoro aveva attivato in me: mi sono chiesta come mai Salvatore Quasimodo mi abbia condotto da Martin Luther King. Mi sono interrogata sul significato di questi due testi per me e sul significato nuovo che stavano per acquistare dentro di me.

Quindi ho iniziato a tagliare le strofe della poesia e le ho sistemate nel discorso, per comporre un nuovo testo. Ho composto la pagina incollando le varie parti e aggiungendo alcune “lettere volanti” ossia un pensiero emerso mentre lavoravo. Questo il risultato. Provateci anche voi e mandatemi i vostri lavori! sarà un onore per me poterli pubblicare!

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