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Didattica dell’arte e Diario Visivo. Studiare storia è un atto creativo.

Si è svolto sabato 27 novembre il mio webinar “ dell’ e . Studiare è un atto ”, nella degli incontri organizzati da Sfide – la scuola di tutti

Come sottolinea il titolo, l’incontro ha riguardato l’importanza della storia dell’arte nella didattica e in particolare nella didattica laboratoriale e in quella col metodo .

Sono stati proposti tre pensati e testati nelle tre classi della secondaria di primo grado. Il filo conduttore dei tre è stato l’acronimo di Matthew Fox “A.W.E.”.

“A” come “ancient” e anche come “awe” per non dimenticare che l’educazione non può fare a meno della storia e della meraviglia.

“W” come “windsom” per ricordarci che “lo stupore è la porta della saggezza e la saggezza è la meta verso cui l’educazione deve indirizzarci”.

“E” come “education” per sottolineare che l’intervento didattico deve sempre mirato a “tirare fuori” e non “a mettere dentro”. 

L’acronimo di Matthew Fox è sembrato particolarmente efficace per focalizzare l’attenzione sul significato stesso del metodo Diario Visivo®. 

Diario visivo infatti, mette da sempre la storia e le storie al centro dell’esperienza laboratoriale e dell’espressione del sé: una didattica nuova, non accademica, avente come obiettivo quello di includere, di arrivare a tutti, di insegnare ad accogliere gli errori, di provare nuove strade, di abbandonare il percorso di minore resistenza. Una didattica basata sulla sperimentazione che genera meraviglia, bellezza, che fa dire “ce l’ho fatta”.

Sembra sempre più necessario, direi irrinunciabile, cambiare strategia e abbandonare lo scenario in cui l’insegnante disegna alla lavagna e gli allievi copiano seduti ai propri banchi. Tutti devono messi nella condizione di diventare protagonisti della lezione, potersi esprimere in libertà, muovendosi fuori dal recinto stretto e performante di una didattica “non per tutti”. Perché l’arte è di tutti ed è per tutti. La storia a maggior ragione.

Il primo laboratorio

Si intitola “Io fui qui” e muove dalla lettura dell’articolo di Tomaso Montanari “Dare la mano al passato”. Nel i ragazzi sono invitati a ripercorrere quanto fatto dai nostri antenati nella “Cueva de Las manos” e utilizzare le proprie mani come stencil. Il lavoro si conclude con la scrittura di un messaggio destinato all’uomo che verrà in cui ogni allievo ha scritto il motivo per cui vorrebbe ricordato.

Il secondo laboratorio

Riguarda le corti rinascimentali. Ho scelto quattro personaggi che ritengo particolarmente significativi e che hanno un collegamento forte col mondo dell’arte: Dorotea Gonzaga, Simonetta Vespucci, Federico Montefeltro e Sigismondo Pandolfo Malatesta. Il laboratorio si apre con la biografia dei quattro personaggi. Quindi i ragazzi sono invitati a riprodurre il ritratto di profilo di due dei quattro protagonisti a scelta e inventare un dialogo immaginario tra questi.

Il terzo laboratorio

è ambientato nel Seicento di Artemisia Gentileschi e Michelangelo Merisi. Si tratta di un laboratorio che può svolto anche a distanza poiché si avvale dell’ausilio di un Hyperdock.

Obiettivo di questo lavoro è ricostruire le linee del tempo di Artemisia e Caravaggio, trovare un punto di contatto e cambiare il loro destino riscrivendolo. Il laboratorio può svolto con il sistema della classe capovolta e invita i ragazzi a lavorare in gruppo, confrontandosi, condividendo e autovalutandosi. 

Metto a disposizione i materiali che ho utilizzato per fare i , sperando che possano risultare utili anche a voi. Vi chiedo in cambio, se condividete sui social, di utilizzare # e di seguirmi su Facebook, Instagram e Youtube. Si tratta di materiali originali prodotti da me per # e coperti da copyright.

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