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Diario Visivo: il metodo

Visivo è un “metodo” avente come obiettivo l’attivazione della creatività nell’adulto e nel ragazzo per accompagnarli nel proprio percorso di e cambiamento.

Questioni linguistiche

Parlo di “metodo” perché la “metodo” nella lingua italiana indica esattamente la volontà di perseguire un obiettivo (la , il cambiamento) attraverso un determinato procedimento (l’attivazione della creatività).  

Il vocabolario Treccani alla voce “metodo” riporta infatti: mètodo s. m. [dal lat. methŏdus f., gr. μέϑοδος f., «ricerca, indagine, investigazione», e anche «il modo della ricerca», comp. di μετα- che include qui l’idea del perseguire, del tener dietro, e ὁδός «via», quindi, letteralmente «l’andar dietro; via per giungere a un determinato luogo o scopo»]. – 1. In genere, il modo, la via, il procedimento seguito nel perseguire uno scopo, nello svolgere una qualsiasi attività (…).

Il

Il fondamento teorico di questo “metodo” poggia sulla convinzione che tutti gli esseri umani siano dotati di e che sia necessario aumentare gli stimoli visivi per favorire nuove connessioni tra conoscenze pregresse ed esperienze in atto al fine di allargare gli orizzonti, superare i propri limiti e innescare positivi e consapevoli processi di cambiamento.

Gli stimoli visivi sono fondamentali in tutti i percorsi di crescita: quello visivo è il linguaggio più arcano, quello che, se siamo fortunati, ci appartiene per primo e per tutta la vita. Sia Sigmund Freud che più recentemente Edward De Bono e David Eagleman hanno evidenziato questo passaggio nei loro scritti.

Questione di

Visivo essendo un “metodo” non va confuso con un oggetto e non è né un prodotto, né un contenitore, né un’agenda, né richiede una pratica quotidiana. Non ci non ci obbliga a una compilazione giornaliera:  è auspicabile tuttavia che col tempo, visivo ci possa aiutare a ritagliarci nella quotidianità una “creativity zone”, cambiando le nostre prospettive.

è la documentazione di un processo e di un insieme di pratiche artistiche alla portata di tutti. L’esercizio di queste pratiche sarà in grado di raffonzarci nell’idea di sapere fare e ci guiderà nella conoscenza di noi stessi, permettendoci di lanciare uno sguardo diverso e più curioso sul mondo.

Conservare una documentazione scritta rende possibile ripetere l’esercizio artistico cambiando le variabili, fa sì che sia possibile ricercare nuove connessioni, allargare i confini, trovare nuove affinità e divergenze: è un esercizio di vita.

La strada del si fonda su alcuni capisaldi e su molte variabili che ognuno deve modellare secondo le proprie esigenze. 

Dal punto di vista pratico consiglio l’acquisto di un anonimo sketchbook formato A3 con pagine almeno da 100gr/mq. Se si è persone ordinate si può anche realizzare lavori su fogli volanti e poi rilegarli oppure si può realizzare il Diario in maniera autonoma

Durante i Laboratori di Diario Visivo

Vengono spiegati i fondamenti teorici del metodo, si utilizzano attivatori di diverso tipo per la creatività, si contaminando i linguaggi, si infrangono le barriere tra le discipline e si condividono risultati, materiali e idee.

Spero di avervi fatto venire voglia di provarci perché credo fortemente che possa diventare per ognuno di noi un importante canale di espressione libera e crescita consapevole. Seguitemi per attivare la vostra creatività e scrivetemi per organizzare un corso nella vostra città!